Casa della Carità critica con il nuovo regolamento sui campi rom


Pochi giorni fa avevamo parlato del nuovo regolamento sui campi Rom firmato dal prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi, che prevede fra l'altro la temporaneità dei campi e il pagamento di una sorta di "canone di affitto", in misura compatibile con le condizioni delle famiglie e delle persone. La Casa della Carità di don Colmegna, da anni impegnata nell'assistenza ai nomadi, la giudica "inadeguata", dato che la logica seguita dall'associazione è quella del superamento dei campi nomadi.

La Casa della carità aspetta di conoscere il documento, ma è preoccupata dalle anticipazioni apprese dagli organi di informazione. Infatti, qualora le indiscrezioni fossero confermate, il nuovo regolamento si rivelerebbe inadatto ad affrontare la questione. La presenza dei rom a Milano va trattata nel contesto di una strategia di politiche sociali più ampia, che non può essere ridotta a uno strumento di controllo. Anche perché le aree autorizzate dal comune di Milano per ospitare queste famiglie sono molto diverse tra loro. Nei 12 insediamenti regolari abitano circa 1.100 persone di diverse nazionalità: italiani, bosniaci, kosovari, macedoni, rumeni e serbi. Alcuni campi hanno più di vent'anni, altri sono più recenti, in alcuni i progetti verso l’autonomia sono già avviati, altri sono quasi dei ghetti

La Casa della carità è disponibile a un confronto con le istituzioni, che sia aperto anche ai rom e auspica che la vicenda del nuovo regolamento non diventi motivo di contrapposizioni politiche e ideologiche.

Foto by Marco Zion, Flickr.

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