Il Comitato di zona Navigli sporge denuncia al Comune di Milano

degrado navigli

Arditi è dire poco, pollicino sfida il gigante. La denuncia del Comitato di zona Navigli è per danno alla salute, inadempienza e inquinamento acustico. In pratica un gesto eclatante per denunciare il degrado in cui versano i Navigli, una delle zone più belle di Milano. I soldi sono già stati raccolti e la causa si annuncia appassionante. Intanto ieri, al negozio civico "Chiamamilano", il Comitato ha presentato il "libro bianco del comitato zona Navigli" che analizza tutte le problematica dell'area note a tutti. Di seguito uno stralcio del Comitato pensiero.

La “cultura” dell’alcol, il degrado, il rumore e l’illegalità si sono insinuati e sono diventati presenza costante e invadente, e non oggetto di attenzione, di riflessione per attuare una politica di prevenzione. Si vuole trasformare il quartiere in un’Isola pedonale permanente, una falsa Isola felice. E’ questo che chiede l’utenza? No, è solo quello che si vuole offrire evitando di affrontare in modo concreto i temi legati alla trasformazione di un’area da sempre caratterizzata da presenze legate alla cultura, all’artigianato e all’arte, danneggiando così anche le attività commerciali diurne. L’intervento previsto è la costruzione di un parcheggio a rotazione in uno dei monumenti – simbolo di Milano e della storia della rete di canali che caratterizza la città: la Darsena. Si parla di piste ciclabili e contemporaneamente si vuole incrementare la presenza di auto private. Riteniamo doverosa e necessaria una preliminare riqualificazione del quartiere, il rispetto di leggi e norme costituzionali, nazionali e regionali, l’annullamento di progetti invasivi e una presenza istituzionale capace di abbattere le “zone franche”

Questo per quanta riguarda il Comune, ma il Comitato ne ha anche per i proprietari dei locali, rei di aver lottizzato l'area pedonale. "I titolari delle associazioni dei commercianti hanno beneficiato di sconti dell'80% per occupare spazi dove realizzare attività culturali che non sono mai state realizzate, inoltre, a noi risulta che i titolari abbiano subaffittato questi spazi ai proprietari di bancarelle per 40-50 euro a sera". In attesa degli atti ufficiali per fornirne le prove, al momento l'unica conferma viene dagli stessi venditori ambulanti, che, secondo i comitati, hanno ammesso di pagare l'affitto degli spazi ai titolari.

Foto by ZabriskiePoint, Flickr

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