Appello di Fiorucci: "Salviamo il Plastic"



Lo stilista milanese è stato un assiduo frequentatore del Plastic negli anni '80 e recentemente, per il 25°, aveva collaborato alla realizzazione del libro fotografico "This is plastic. 25 years of hard clubbing". Fiorucci ha un'idea ben precisa del Plastic, non una semplice discoteca, ma un luogo che ha saputo costruire un'identità precisa, forte, fatta di un'estetica all'avanguardia e di frequentazioni sregolate e importanti. Andy Warhol per esempio, che lo definì "il locale più bello d'Europa", o Keith Haring che insieme a Grace Jones per ballarci prendeva l'aereo. "Senza il Plastic Milano perderebbe una parte importante della propria identità, la discoteca va salvata. Il mondo della moda deve molto al Plastic che rimane il vero ritrovo dei creativi". Lo stilista propone una mobilitazione civile per salvare il locale dallo sfratto già notificato dalla proprietà. Il contratto scade nel giugno 2010.

E di discoteche all'avanguardia Elio se ne intende dato che nel '77 organizzò l'inaugurazione dello Studio 54 di NY, anch'essa discoteca diventata fenomeno di costume al pari dell'effige di Che Guevara, glorificata dall'omonimo film e tempio glamour di edonismo e trasgressione.

C'è anche chi si è scomodato in consiglio comunale: intervento bi-partisan dei giovani consiglieri Pierfrancesco Maran e Alan Rizzi che sono pronti a battagliare per la salvaguardia del Plastic "al pari di una bottega storica o del Teatro Nuovo". Il locale è amatissimo da almeno due generazioni di clubber, talmente tanto che su Facebook il gruppo "This is Plastic" ha più di 14.800 fans.

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