
L’Amci di Milano, associazione medici cattolici italiani, si dice contraria alla norma contenuta nel pacchetto sicurezza che attribuisce ai medici la facoltà di denunciare pazienti clandestini.
L’associazione di Milano sottolinea che:
“tutto può essere chiesto alla classe medica tranne che essere dei delatori. L`assistenza e la cura di qualsiasi uomo è dovere primario per l`operatore sanitario. Tale provvedimento contrario alla Dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo e allo stesso codice deontologico che disciplina l`operato di noi medici e invita i propri iscritti e simpatizzanti a non dar corso a questa normativa”.
Il pacchetto sicurezza fa discutere a tutti i livelli. Voi che cosa ne pensate? Vi siete fatti un’idea in proposito?
BigBitto
06 feb 2009 - 17:42 - #1ci vorrebbe una via di mezzo…da una parte mi sembra stupido far fare i “carabinieri” ai medici, dall’altra ci vuole qualche strumento di controllo più adeguato, poichè tutti questi immigrati che vengono curati a nostre spese non pagano il servizio…
Bramantino
06 feb 2009 - 18:05 - #2Questa è una polemica piuttosto stravagante. I medici “P”otranno denunciare i clandestini, non “D”ovranno. Che sono due cose diverse. Ognuno faccia come crede, visto che ***NON SONO OBBLIGATI ALLA DENUNCIA***.
massigrassi
06 feb 2009 - 18:06 - #3Il dilemma in effetti esiste. Anche se è stato abolito solo il divieto di denunciare i clandestini.
Ma quello che vorrei capire, per farmi una idea più precisa, è come si comportano gli altri Paesi.
Ho cercato qualcosa su internet ma non ho ricavato un granchè…
danie
06 feb 2009 - 18:31 - #4Ma certo che no!Nell’etica dei medici comprende curare ogni individuo a prescindere dalla provenienza.Mi sembra che per combattere la clandestinità,questo è il campo sbagliato…e se ora un clandestino avesse una malattia infettiva per esempio la tubercolosi,questo se la tiene perche non può curarsi…potrebbere attaccare la malattia ad altre persone sane,sai che bella epidemia,poi!Per impedire questa invasione di gente senza permesso di soggiorno,ci sono ben altri metodi.Ma questa idea demente chi l’ha avuta?La lega?Senz’altro.
esso
06 feb 2009 - 18:37 - #5http://www.swissinfo.ch/ita/prima_pagina/Sistema_sanitario_inaccessibile_ai_clandestini.html?siteSect=105&sid=1848390&cKey=1052650020000&ty=st
Qui per la svizzera, non è stato difficile trovarlo.
massigrassi
06 feb 2009 - 19:03 - #6@esso: beh … era del maggio 2003.
Quindi mi sembra di capire che tutto questo scandalo che in Italia sembra essersi montato improvvisamente, sia già stato affrontato in passato da altri Stati.
Peccato non avere un sistema d’informazione più accurata e professionale in italia.
Proust
06 feb 2009 - 19:41 - #7attenzione però, in ogni stato c’è un sistema sanitario nazionale basato su principi diversi, negli Stati Uniti ad esempio se non hai l’assicurazione non ti curano se non quanto basta per farti camminare verso l’uscita.
Il nostro sistema è, riconosciuto unanimemente, uno dei più avanzati al mondo, eticamente. L’idea che tutti siano curati allo stesso modo dallo stato non è così diffusa nel resto del mondo.
Ora che se per una legge un medico percepisca la possibilità di non poter più curare tutti indistintamente capisco che possa essere in disaccordo. Il suo compito è curare le persone, tutte. Se questo viene direttamente o indirettamente messo in discussione è giusto che dissenta.
sven vath
06 feb 2009 - 19:44 - #8Min chi a ma se non ci fosse la lega ma in che paese del ca z - zo vivremmo..
Zingari - terr/oni ed extracomunitari a gogo
GOD SAVE UMBERTO
danie
06 feb 2009 - 20:10 - #9sven.
Ecco,appunto.Dicevo dementi…insomma,quelli come te..
Maxolo da mò
06 feb 2009 - 20:25 - #10umberto deve solo ringraziare qualche santo se sta ancora in piedi..
A me risulta che in Svizzera la sanità sia basata più che altro sulla copertura assicurativa anche se i soccorsi urgenti sono disponibili per chiunque, mentre in Italia pur avendo un sistema molto generoso abbiamo i costi tra i più alti per tutta la sanità. A un clandestino non negherei le cure ma nemmeno lascerei al medico curante il compito di denunciarlo, ci sono senzaltro altre strade per questo, forse la polizia può occuparsi di queste cose, almeno nei pronto soccorso e comunque il problema dei clandestini và risolto altrove… chissà se Maroni riuscirà mai a venirne a capo..
Enduzzo
06 feb 2009 - 21:18 - #11ecco la via di mezzo.. curateli e poi se volete, visto che nessuno vi obbliga denunciate.. ma prima curateli. La PERSONA prima di tutto.
V.o.m.i.t.u.s Ω M.a.x.i.m.u.s.
06 feb 2009 - 23:21 - #12Certo che lo curano, ma negli ospedali per esempio c’è la Polizia, se io vado lì con una ferita “sospetta” vengo “intervistato” dalla Pula.
La cura non si nega a nessuno, ma se uno è fuori legge deve essere denunciato, i medici non sono obbligati come gli avvocati al segreto professionale sullo “status della fedina penale”, ma solo sulle patologie se non infettive ovviamente.
valvolin
07 feb 2009 - 11:00 - #13Io se devo andare al pronto soccorso, mi sporco un po’ e vado senza documenti, almeno non pago.
Dovrebbero farlo tutti.
Lapo
07 feb 2009 - 16:22 - #14i medici cattolici sono abituati all’obiezione di coscienza…
bel palliativo, non riesco a far nulla contro la clandestinità allora trasformo un intero paese in poliziotti
Pazzer
07 feb 2009 - 18:15 - #15…… però se io vado al pronto soccorso per farmi medicare una ferita da coltello o da arma da fuoco, i medici sono obbligati a denunciare la cosa. Tutti o nessuno.
alamas@tele2.it
09 feb 2009 - 13:47 - #16Io quando ho avuto a che fare con il pronto soccorso mi hanno chiesto i documenti che prontamente e senza problemi ho esibito.
Ragazzi, stiamo parlando di clandestini, ovvero gente entrata senza chiedere permesso… Se sono così tanto anime pie, cosa gli costa regolarizzare la propria posizione come fanno tutti gli altri!?!???
Credete che in altri Paesi - secondo e terzo mondo in primis - uno possa entrare come se nulla fosse!?
Piedi in terra e slogan nel cassetto, please.