Noi c’eravamo, insieme a qualche migliaio di altre persone: la manifestazione contro il Decreto Legge sulla vicenda di Eluana Englaro, indetta per le ore 17 di oggi in Piazza San Babila, è stata un mezzo delirio. Prima, la pioggia, poi, le presenze, che hanno superato ogni previsione.
Di numeri, è difficile parlare, ma per darvi un’idea, immaginate una colonna di migliaia di persone che parte da San Babila e arriva fino in fondo a Corso Monforte. Le cifre sono fatte per essere smentite: ma erano almeno dieci anni che non vedevo tanta gente comune indignata, davvero. Date un’occhiata alle foto, il post continua dopo il salto.
Scusate la qualità miseranda delle immagini, ma le condizioni climatiche erano quello che erano.
Decreto Legge Eluana: manifestazione da San Babila a Corso Monforte



Arrivo alla manifestazione verso le 17, e incontro Carlo e Giulio, fidati amici e blogger zeroduisti. Stiamo un secondo acquattati sotto un portico. Ci sono queste centinaia di ombrelli di gente normale, che aspetta qualcosa. Non ci sono ancora urla o cori, non c’è ancora l’aria della manifestazione, è solo il petting della protesta, delle grida che poi schizzeranno fuori.
C’è un problema però, e lo notiamo subito: che sono solo persone sulla quarantina, quelle che sono venute a gridare: i ventenni, dove sono? Non ci sono. Ne parlo con un amico con cui condivido il mezzo miracolo di campare scrivendo. Anche lui è abbastanza stranito dall’assenza di chi dovrebbe avere a cuore maggiormente il proprio destino, avendone davanti un maggior numero di anni.
La manifestazione si muove fradicia, e c’è molta più gente di quanta se ne attendessero, così a occhio sia gli organizzatori, che le forze dell’ordine, peraltro quasi totalmente assenti. Da San Babila, ci si muove verso Corso Monforte. Davanti alla Questura ci sono migliaia di persone che si fermano, e gridano quello che dice loro, in fondo, solo il buonsenso.
Ci sono Majorino, Agnoletto, Marilena Adamo: a urlare dentro megafoni quello che chi era lì voleva sentire, e forse vorrebbe sentire più spesso, che in fondo, la Costituzione, andrebbe rispettata: quel foglio costato qualche milione di morti, sancisce la laicità di uno Stato, che non l’ha mai avuta, e forse mai l’avrà.
Il corteo a quel punto si spezza: alcuni proseguono verso la fine di Corso Monforte, la maggiorparte delle persone restano davanti alla Questura. Ci sono dei comizi improvvisati, in cui si lanciano per aria le parole che immaginate si siano lanciate: quelle che forse avreste detto anche voi.
parlo
08 feb 2009 - 11:26 - #1Io vorrei che andaste a guardare il silenzio delle grandi testate su queste manifestazioni in tutta Italia. Sia prima che dopo. Il fatto che tantissima gente normale, non estremisti, magari in centro per caso si sia unita al corteo viene messo in fondo alle pagine. I titoli indugiano sugli aspetti da romanzo, la lettera di Englaro a Berlusconi e Napolitano. E i giornali dicono sottovoce anche che lo spirito della manifestazione non è stato solo di solidarietà agli Englaro ma anche di esternazione dell’indignazione nei confronti del governo che calpesta come un bisonte in una cristalleria i principi di umanità e i principi costituzionali tutto insieme, con un solo colpo di zoccolo, con il fiato di un singolo grugnito.
OliviaOil
08 feb 2009 - 12:56 - #2in questa epoca di totale assuefazione al peggio, e’ stato bello vedere che esistano ancora questioni per le quali i cittadini ritengano ancora sia un dovere morale far sentire la propria voce. Sono tornata a casa bagnata ma con un po’ piu’ di speranza per il futuro. Grazie della segnalazione!