Cronaca - 20 mesi al tabaccaio omicida, sentenza giusta?

Baracca
Si è conclusa ieri la vicenda di Giovanni Petrali, il tabaccaio di Piazzale Baracca che, dopo essere stato rapinato il 17 maggio del 2003, aveva sparato a uno dei malviventi, uccidendolo per strada. La ricorstruzione dei fatti vuole che i rapinatori si siano dimostrati molto aggressivi durante l'assalto, provocando una violenta reazione del tabaccaio che ha scaricato sette colpi della sua rivoltella dentro e fuori dal suo negozio.

Subito si sono scatenate polemiche accese sulle posizioni da tenere nei confronti di una reazione così forte. C'è chi ha difeso l'operato di Petrali, proclamando l'assoluta insicurezza di chi lavora a contatto con il pubblico (apertamente schierata la Lega Lombarda), mentre altri sostenevano che di la morte di una persona non è giustificabile nemmeno da una tentata rapina, troppa sproporzione tra le parti. Ovviamente la diatriba è arrivata fino in tribunale, dove la difesa chiedeva l'assoluzione piena, mentre l'accusa parlava di omicidio volontario chiedento oltre 9 anni.

La Prima Corte D’assise, ha però stabilito che si è trattato di legittima difesa putativa. La colpa c'è, ma con una serie di attenuanti condanna. Un anno e 8 mesi è quindi la sentenza per Petrali, con la sospensione della pena, oltre al pagamento delle spese processuali, ma non fu omicidio volontario spinto da vendetta. Il caso di Petrali rischiava di trasformarsi in una sentenza "politica", forse questo risultato è un giudizio salomonico che placa le acque, anche se sia l'accusa che la difesa promettono battaglia in appello. Voi che ne pensate?

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