
Via Pietrasanta, Magazzini Generali: una ragazza viene violentata da un aggressore descritto come “Nordafricano”. Secondo Riccardo de Corato “Gli stranieri sono i maggiori responsabili delle violenze sessuali, soprattutto i romeni”. E’ de Corato, non varrebbe neanche la pena di contraddirlo, se i dati che lo smentiscono non fossero tanto lampanti.
Foto | Flickr
Li trovate nell’infografica qui sotto - dati su Roma, però - fonte, Ministero degli Interni. A livello nazionale l’Istat la pensa allo stesso modo, suffragando l’ipotesi e la tesi del Viminale, non con chiacchiere, ma con numeri.
Secondo l’Istat, che oggi ha aperto, nella sua sede centrale a Roma, il Global Forum sulle statistiche di genere, solo il 6% degli stupri in Italia è commesso da persone estranee alla vittima: “Se anche considerassimo che di questi autori estranei la metà sono immigrati - ha spiegato Linda Laura Sabbadini, direttore centrale dell’istituto di statistica - si arriverebbe al 3% degli stupri; se ci aggiungessimo il 50% dei conoscenti, al massimo si arriverebbe al 10% del totale degli stupri a opera di stranieri”
Sulla vicenda, c’è anche chi la pensa in maniera diversa. Marzio Barbagli, Sociologo dell’Università di Bologna, spiega che si, negli ultimi venti anni, le violenze sulle donne da parte di cittadini extracomunitari sono aumentate - banale dirlo: prima non c’erano, come facevano a commettere reati? E’ chiaro che siano aumentati - ma le vittime, non sono le donne italiane
Per quanto riguarda le vittime, Barbagli sottolinea che nella maggior parte dei casi, le violenze sessuali avvengono all’interno della stessa nazionalità. Ad esempio, dal 2004 al 2006, delle violenze commesse da romeni, il 35,4% ha interessato italiane ma nel 46,6% le stesse romene. Di quelle, invece, commesse da italiani, l’84,2% è stato commesso su connazionali, il 4% su romene, il 3,4% su cittadine di altri Paesi europei, il 2,1% su sudamericane e l’1,5% su africane
Crimini odiosi, da vomito, ma che vengono amplificati in questi giorni dallo stesso tipo di isteria che aveva seguito i giorni della tragedia di Tor di Quinto, ricordate? Chi compie reati orrendi del genere deve pagare: ma almeno De Corato eviti di buttare benzina sul fuoco. Perchè poi la benzina finisce addosso a qualcun altro.




warese
16 feb 2009 - 11:12 - #1ma anche se fosse vero, De Corato cosa fa per rendere milano più sicura? NIENTE (e noi gli paghiamo lo stipendio da consigliere e assessore da anni e anni…)
exmotumbo
16 feb 2009 - 11:29 - #2cosa ti fa pensare che gli stupri consumati all’interno delle pareti domestiche (o comunque tra conoscenti) siano equiparabili, associabili agli stupri commessi all’esterno da parte di sconosciuti?
Considerando che i primi quasi mai vengono denunciati ma provengono da statistiche su campioni intervistati mentre i secondi da denunce? vogliamo chiedere ad una donna quanto si sente al sicuro la sera fuori da casa da sola e perché?
Che belle le statistiche fuffa vero Gabry?
Maxolo da mò
16 feb 2009 - 11:29 - #3Mi domando solo se a una donna violentata fà molta differenza la nazionalità di chi le combina uno scherzo simile.. Un rumeno o uno scandinavo stuprano peggio di un italiano o di qualcun altro? Che il problema è quasi sempre lo straniero lo abbiamo capito, quando un tg parla di una violenza fatta da chi parla il romeno è come sparare sulla croce rossa. I politici che si devono occupare della sicurezza sono del tutto incapaci di risolvere questi problemi, parlano di stranieri come entità oscure e minacciose, quasi sempre imprendibili. Ma se c’è stata una campagna elettorale che ha avuto come cavallo di battaglia la fine della paura, chissà cosa celavano tutte quelle promesse.. chissà a cosa serve un vicesindaco che da i numeri ma non aiuta a risolvere i problemi, specie quando si spaccia per un risoultore dalle mille risorse e dalle mille promesse, e pollo chi ci crede! Se si fosse dato all’agricoltura avrebbe risolto qualche problema di più.
Gatto Nero
16 feb 2009 - 11:32 - #4Questa frase - che relativizza il dolore causato dagli “stupri consumati all’interno delle pareti domestiche” e lo mette in una scala di importanza SOTTO un altro tipo di stupri (come se essere stuprato/a da uno zio fosse “meno brutto” - la dice tutta sull’intelligenza del commentatore.
Ero-Sennin
16 feb 2009 - 11:40 - #5il caso di roma:
una minoranza della popolazione (i romeni saranno l’1% dei romani, dico così eh..cmq una pozione minima) arriva a compiere il 30% degli stupri.
assurdo.
i romeni hanno un problema. e non è certamente la loro razza.
xlthlx
16 feb 2009 - 11:41 - #6Eh Gatto Nero magari fosse uno zio, nella maggior parte dei casi è il partner (marito/fidanzato/quello che è), il che naturalmente secondo certe menti bacate dovrebbe rendere la cosa più lieve, e sotto sotto c’è l’idea che sia persino lecita.
L’idea che se è uno sconosciuto si può almeno pensare di difendersi evitando di mettersi in situazioni pericolose, e che invece se non lo è diventa impossibile riuscire a fidarsi di chiunque non è contemplata.
Nicola Ottomano
16 feb 2009 - 11:53 - #7Beh, io lo dico da tantissimo tempo.
E’ tutta una strategia per sviare l’attenzione dai veri problemi.
Chi si preoccupa della crisi economica, dei politici immanicati con la mafia, degli inceneritori e delle altre porcherie se manca la sensazione di sicurezza?
Questa gente conosce benissimo la scala di Maslow e la utilizza per muovere le masse ignoranti come burattini.
Nicola
Vincenzo76
16 feb 2009 - 13:39 - #8#16 exmotumbo: Classica difesa berlusconiana del dopo delirio. Brutto vedersi sbattuto in faccia lo schifo che si ha dentro, vero?
exmotumbo
16 feb 2009 - 13:59 - #9ecco un altro ritardato mentale…
exmotumbo
16 feb 2009 - 14:00 - #10che non sa contare, oltretutto.
Lavinia89
16 feb 2009 - 15:03 - #11Tanto si arriverà ad un punto in cui la popolazione sarà talmente accecata dall’esasperazione che comincerà a linciare qualsiasi straniero si trovi davanti, anche se magari è una persona rispettabilissima.
danie
16 feb 2009 - 15:05 - #12Stranieri o italiani l’unica cosa che posso dire è che è già da un bel pò di tempo che vado in giro con una mini mazza nella tasca della mia borsa e lo consiglio alle altre donne.A portata di mano…e senza battere ciglio,pestarla in testa all’aggressore e scappare a più non posso
Gattopazzo
16 feb 2009 - 15:34 - #13Danie
Da praticante di arti marziali, ti consiglierei di non farci troppo affidamento; purtroppo girare “armati” è più pericoloso ancora perchè alimenta la falsa sicurezza (nel subconscio) che tanto se mi aggrediscono tiro la mazzata e scappo, quindi uno non fa attenzione e finisce in situazioni potenzialmente rischiose.
Come consiglio ulteriore, perchè è giusto che tu prenda questa decisione da sola e non sulle mie parole, ti direi di metterti d’accordo con un amico: che si metta un bel casco da moto e ti aggredisca di sorpresa, così che tu possa provare a estrarre il bastone (o un giornale arrotolato, per provare) e darglielo in testa.
(ovviamente il giornale/bastone deve essere esattamente dove lo terresti, e l’amico deve fare qualche prova finta, in modo che tu debba reagire all’aggressione, non alla sua sola presenza)
L’esperienza dimostra che quasi sempre il casco non serve; anzi, più probabilmente finirà che sarai tu a prendere la bastonata (giornalata).
A quel punto deciderai autonomamente se portarlo o meno, ma mi raccomando che la prova deve essere realistica e l’amico ci deve mettere un po di fegato, non deve essere buono.
Ciao
danie
16 feb 2009 - 16:13 - #14Dimenticavo di dire che ho quattro anni alle spalle di kick box e comunque meglio avere a portata di mano una mini mazza,per altro consigliata da un carabiniere,che nulla per potermi difendere.Non avendo forza degli uomini,dobbiamo usare la velocità e per forza di cose,un corpo contundente
Nicola Ottomano
16 feb 2009 - 17:22 - #15danie, sono un uomo, ho fatto 4 anni di karate e 2 di pesistica.
Sono alto 1.85 e non sono proprio mingherlino.
Nonostante tutto so di essere completamente inerme nel caso si avvicinasse qualcuno con un coltello o, peggio, un’arma da fuoco.
Non parliamo poi se l’aggressione dovesse avvenire in branco.
Affidarsi al kick boxing, alla mini mazza o allo spray urticante dà solo un falso senso di sicurezza.
La cosa migliore è *prevenire*: evitare luoghi isolati e bui e farsi accompagnare da qualcuno quando possibile.
Nicola
danie
16 feb 2009 - 17:55 - #16E quando finisci di lavorare a tarda serata e prendi la metro direzione extraurbana,per esempio dopo Gobba,con delle facce da paura,che fa una donna?Evita?si fa venire a prendere ogni sera dal compagno?Spende 60 euro di taxi?Sarà una falsa sicurezza avere spry urticante,mazza e qualsivoglia,ma ripeto:meglio che niente.Non sto parlando di pistole,ma un oggetto di autodifesa.Di certo sono più tranquilla,non c’è dubbio
Gattopazzo
17 feb 2009 - 00:12 - #17“Di certo sono più tranquilla,non c’è dubbio”
Vedi, quello che ti sto dicendo è proprio questo.. In questi casi ne salva più la tensione che la mazza ;)
Idem vale per la kick, visto che la strada e il ring sono due combattimenti diametralmente opposti (durata, numero e livello dei componenti, e soprattutto coinvolgimento psicologico).. Non ci sono campanelle e non ci sono spugne per strada, e soprattutto non ci sono rematch..
Non ti sto dicendo che sia sbagliato avere una preparazione o avere un’arma a disposizione, solo mi sembri troppo confidente in queste cose. Sono le false sicurezze a fare le vittime per strada, ricordiamocelo.
Altrimenti rischi di sottovalutare segnali che ti potrebbero levare d’impiccio molto prima e molto meglio di qualunque arma, tibia o stop kick..
Ovviamente senza polemica, ciao ;)
Alter_EGO
17 feb 2009 - 01:20 - #18Io invece sottolineo come spesso lo stupratore sia abituato a stuprare, con precedenti per aggressione e violenza. E come spesso sia noto alle forze dell’ordine e alla magistratura.
Ma culturalmente non entra in testa che uno che vive il suo rapporto con l’altro sesso in questo modo, non migliora certo dopo qualche mese di carcere.
@ Danie
Da “istruttore” di autodifesa, definizione tecnica che non vuol dire niente, dico che fai bene a portarti dietro uno strumenro utile come arma impropria. Consiglierei una penna in alluminio da usare come punteruolo, legalmente più portabile e forse più efficace. Certo il problema dell’estrazione esiste.
Il confronto sportivo della kick forse tecnicamente non sarà utile come il krav maga o il vale tudo (discorsi da bar delle arti marziali), però ti da una base a gestire l’adrenalina, l’affanno e la “visione a tunnel” tipiche del confronto ad alto stress.
Ma quello che secondo me aiuta, è il “risveglio animale”.
Secondo me Nicola Ottomano dice una cosa interessante quando dice che si sentirebbe inerme o cmq non sicuro di come reagirebbe se aggredito.
A volte l’aggressore non deve neanche tirare fuori un arma, basta che ti faccia paura e ti trovi omoni che si bloccano. Ma anche donnine che diventano di una cattiveria disumana.
Purtroppo però la taglia e la forza contano… certo che l’ideale è evitare di essere aggrediti, o fuggire. Sensibilizzare in questo senso è certamente uno degli scopi dell’autodifesa.
Ma se l’aggressione avviene lo stesso?
Allora, se non scopri di essere una iena che strappa le orecchie a morsi, kick e penna possono essere meglio che niente.
Alter_EGO
17 feb 2009 - 01:22 - #19@ danie
“Sono le false sicurezze a fare le vittime per strada, ricordiamocelo.”
C’è anche la falsa sicurezza di poter evitare le aggressioni… :)
Le vittime per strada, cmq, le fanno gli aggressori.
Gattopazzo
17 feb 2009 - 22:45 - #20No, un momento, forse non mi sono spiegato.
Non ho detto che si possa essere SEMPRE sicuri di evitare l’aggressione, ma che sentirsi sicuri ti fa sottovalutare i rischi, e di conseguenza si perdono i segnali preliminari a qualsiasi aggressione (”tanto se succede qualcosa sono armato…”).
No?
Credo che prima si debba tenere a mente questo e solo poi si possa dire “meglio averlo che niente”.. però già solo fare la prova con l’amico penso che possa convincere molte persone a ricalibrare le potenzialità di un’arma impropria. Soprattutto, la PROPRIA potenzialità con un’arma impropria.
Ricordo la prima simulazione che ho fatto, quando il coltello è arrivato sulla griglia del casco… sta ta ta ta tak… mi si è gelato il sangue.. ed ero lucido, non mi ero bloccato.. semplicemente avevo sbagliato il tempo della tecnica..
O magari si finisce per cadere sulle banalità.. quando tu dici di usare la penna come un punteruolo io capisco cosa intendi, perchè qualcosa di coltello ho fatto, ma quanti pensano solo a “darci di punta” senza curarsi di IMPUGNARE la penna ma solamente tenendola? O magari addirittura di fare a scherma contro un coltello?
(comunque l’idea della penna è decisamente buona, tenuta in tasca si può anche estrarre rapidamente)
La stessa kick boxing viene SPESSO (non sempre, non so quale sia il tuo caso Danie ;) ) fatta in maniera tale che diventa qualcosa di poco utile in strada.. pensa solo alla classica impostazione del pugno, che resta troppo molle perchè abituato al guantone..
Come dici tu poi si rischia di finire nei triti e ritriti (per noi “dell’ambiente”) discorsi da bar, solo che noi sappiamo che prima della tecnica c’è sempre la testa, mentre uno rischia di leggere “tieni la mazza che te la cavi” e poi cacciarsi in un pasticcio..
..e a sto punto, visto che siamo al bar, offrirei un bianchino a tutti :P
(tanto per sdrammatizzare un discorso troppo serio ;) )
Ciao :)
danie
18 feb 2009 - 11:39 - #21Gattopazzo.
Si,il mio istruttore infatti mi diceva che come difesa da strada la kick box non era utilissima,ma mi ha insegnato ad essere veloce,schivare i colpi e colpire nei punti giusti:un calcio nelle ginocchia o un pugno nel fegato e credimi,ho veramente meno paura quando sono in giro.Sarà un fattore psicologico,ma mi sento più sicura
Gattopazzo
18 feb 2009 - 13:13 - #22Si si ti credo che hai meno paura perchè ci siamo passati tutti, però mi raccomando le antenne ;)
Ciaoo