Per la gita fuori porta di questa settimana, a meno di un’ora di macchina da Milano, ci porta nei pressi del comune di Capriate San Gervasio, in provincia di Bergamo. Sulla sponda del fiume Adda sorge Crespi d’Adda, un villaggio operaio voluto dalla famiglia di industriali Crespi, attivi nel mercato del contone, che a fine ‘800 volle istituire un moderno Villaggio ideale del lavoro che migliorasse le condizioni di vita dei lavoratori, proprio accanto al cotonificio di famiglia.
Crespi d’Adda è un luogo che rappresenta un’utopia, una vera e propria cittadina completa costruita dal nulla dal padrone della fabbrica per i suoi dipendenti e le loro famiglie. Ciascun lavoratore viveva in una villetta dotata di un piccolo giardino e di un orto, ogni servizio necessario alla comunità era presente, compreso il cimitero.
Oggi, Crespi d’Adda è un luogo che trasuda della memoria industriale di oltre un secolo fa. Sicuramente è l’esempio di villaggio ideale meglio conservato in Europa, tanto da essere diventato un sito protetto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, definito un esempio eccezionale del fenomeno dei villaggi operai, il più completo e meglio conservato del Sud Europa. Le case degli operai sono a oggi abitate, ma è possibile visitare come in un museo di archeologia industriale (ma anche sociale) gran parte degli edifici che lo compongono.
Come si legge sul sito ufficiale, un secolo fa in questo piccolo mondo perfetto il padrone “regnava” dal suo castello e provvedeva come un padre a tutti i bisogni dei dipendenti: dentro e fuori la fabbrica e “dalla culla alla tomba”, anticipando le tutele dello Stato stesso. Nel Villaggio potevano abitare solo coloro che lavoravano nell’opificio, e la vita di tutti i singoli e della comunità intera “ruotava attorno alla fabbrica stessa”, ai suoi ritmi e alle sue esigenze.
Crespi d’Adda



Raggiungere Crespi d’Adda è semplicissimo, basta seguire la A4, Autostrada Milano-Bergamo e uscire al casello di Capriate, quindi è sufficiente seguire le indicazioni per Crespi d’Adda per 2,5 chilometri. Nella bella stagione è possibile raggiungere Crespi da Milano anche in bicicletta, seguendo la prima parte della splendida pista ciclabile che porta fino a Lecco. Per chi fosse interessato all’argomento, segnalo che a Palazzo Litta (proprio in questi giorni) è aperta la mostra Crespi d’Adda verso il piano di gestione
Foto | Flickr e Villaggiocrespi
manuele varese
20 feb 2009 - 13:10 - #1Capolavoro e perfezione di Architettura ed Urbanistica !
dovrebbero visitarlo gli architetti e geometri di oggi per prendere ispirazione e ripensare magari a tutte le porcherie che hanno o vogliono fare.. !
basta scempi ! basta frammentazione e caos edilizio delle periferie ! basta bucature e “vuoti” sulle facciate degli edifici !
basta balconi senza mensole ed in cemento armato ! basta finestre senza cornice ! basta colori assurdi !
basta basta basta !!!
Ferraresiscrivepercronacavera
20 feb 2009 - 15:33 - #2Grande Carlo, ottimo pezzo!
Aggiungo che “quella fabbrica” in mezzo al paese eta ancora in funzione fino a pochi anni fa ( mi pare 8 ) in quanto eta uno degli impianti produttivi della Legler di Ponte San Pietro
papof
20 feb 2009 - 15:35 - #3Adoro Crespi, sopratutto il cimitero! Concordo con Manuele, un vero capolavoro.
Orzowei
20 feb 2009 - 15:35 - #4Visto, bello, merita una visita.
Mi manca la visita guidata dell’azienda, so che ci si deve prenotare. Complimenti per il post.
Runaway
20 feb 2009 - 15:37 - #5vale davvero una visita, consigliatissimo
ilmanzo
20 feb 2009 - 17:32 - #6..sì bello e importante..ma sto luogo è di una tristezza infinita :(…
dissident
20 feb 2009 - 17:53 - #7Manuele Varese, la pianificazione urbana viene fatta dal dopoguerra dai forti poteri immobiliari, non da architettti e urbanisti…
manuele varese
20 feb 2009 - 19:10 - #8e gli architetti non possono decidere come fare l’edificio che gli viene commisisonato ? non mi pare.. altrimenti cosa hanno studiato a fare ? (a proposito, perchè nelle facoltà di architettura non si studia un pò di storia dell’arte e si leggono un pò di vitruvio o palladio ??!)
cmq in italia c’è Anarchia Edilizia proprio perchè la pianificazione urbana non esiste ed i nostri piani regolatori (qiando ci sono) non regolano proprio un bel niente ! e di fatti nelle nostre disordinate ed anonime periferie trovi magari a fianco della villetta, una palazzina di 4-5 piani, a fianco di una casa giallo ocra ne trovi una blu o marrone, a fianco di un classico balcone con mensole e colonnine di pietra o in ferro battuto ne trovi uno mostruoso tutto in cemento armato.. idem per i tetti.. eccetera eccetera..
per secoli l’edilizia è stata rispettosa del preesistente e del paesaggio dove veniva ad inserirsi, ora è pura sopraffazione, Speculazione e gara a chi fa l’edifico più brutto e stonante rispetto agli altri_
dobbiamo tornare a Costruire in Stile, come si è sempre fatto !
ora paradossalmente gli unici luoghi dove si vedono begli stili architettonici ed un minimo di pianificazione urbanistica sono i villaggi outlet dello shopping e rarissimi casi di singole ricostruzioni filologiche (come e dove era prima per intenderci) ma questo non dovrebbe essere l’eccezione ma bensì la regola !
Maxolo da mò
20 feb 2009 - 20:41 - #9Ci sono stato alcuni anni fà ed è davvero un posto particolare, stupendo per come è stato concepito nell’insieme. Ho addirittura fatto un incursione in una villa disabitata, che ho saputo essere villa Crespi, la curiosità mi ha dato il coraggio di passare oltre a un recinto dove qualcuno aveva già aperto un varco. Belle le architetture, anche se tutto il paese dava l’idea di una specie di paese sotto “regime industriale”, che regolava agli abitanti tutta l’esistenza. Il Commendator Crespi doveva essere un piccolo dittatore-benefattore ma ha creato veramente un piccolo impero. Infine oltre stablimenti tessili c’è il cimitero, lo si vede da qualche kilometro di distanza, spicca l’enorme mausoleo che ospita, credo, i tumuli dei Crespi, ma la cosa più triste sono le lapidi che riportano tantissime foto di bambini deceduti verso il ‘18, in quel periodo forse decimati dallla “spagnola”. Non è un “paese fantasma” è un paesino tranquillo come molti altri, ma a me ha dato per un pò l’impressione di vivere atmosfera di molto tempo fà.
manuele varese
20 feb 2009 - 21:07 - #10altra cosa scandalosa è che in autostrada (A4 uscita Capriate) non ci sono indicazioni speciali ! nulla !
in un altro paese (come per esempio in Francia) un Sito Patrimonio dell’Umanità Unesco come Crespi D’adda sarebbe impensabile non segnalarlo adeguatamente nella più vicina uscita autostradale e cmq nei dintorni (sarebbero da mettere indicazioni per un itinerario non autostradale per raggiungerlo anche da Bergamo..) chissà se qlcn si sveglia a farlo !
@ si è vero, a Crespi il Tempo si è fermato !
è un luogo Magico !
mirroreflex
22 feb 2009 - 13:26 - #11Io aggiungerei… nelle vicinanza, sull’Adda, c’e’ anche la centrale idroelettrica costruita per alimentare i macchinari della fabbrica, anch’essa stupenda!