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Ordinanza antiprostitute: per il Siapol è solo fumo negli occhi

Pubblicato: 26 feb 2009 da Gianluca Longhi

Commenti dei lettori

polizia locale e ordinanza antiluccioleDi fronte ai 17.000 € di multe fioccati in una notte grazie all’ordinanza anti-prostitute il vice-sindaco di ferro e assessore alla sicurezza Riccardo De Corato si lecca i baffi, esaltando il provvedimento con un balletto di cifre volte a propagandarlo come un vero toccasana per le verdi tasche del Comune di Milano.

La misura sta dando i suoi effetti. Basti dire che nel mese di gennaio le sanzioni sono state 622, di cui 415 alle prostitute e 207 ai clienti.

Gioisce De Corato dopo il record di 38 multe affibbiate in una notte alle prostitute a cui si ne aggiunge una ad un cliente. Questa caccia alle streghe ha consentito di individuare anche due cinesi irregolari, come si evince da milanoweb.
Leggendo invece un comunicato stampa del Siapol, il Sindacato Autonomo di Polizia locale, rilanciato dal sito di Agenzia Inedita (visibile solo agli abbonati), il consistente bottino ottenuto a suon di sanzioni avrebbe invece un amaro sapore.

Foto|Flikr|Ambrosiana Pictures

Le prostitute non sono proprietarie di alcun bene e non pagheranno mai la sanzione amministrativa.

afferma Giuseppe Falanga portavoce del Siapol (Sindacato Autonomo polizia Locale), e aggiunge:

Nel caso di prostitute comunitarie come quelle romene, la residenza è quasi sempre nel Paese di origine, sarà molto difficile che le Amministrazioni riescano a seguirle sino a lì. Non bisogna farsi abbagliare dall’ammontare delle sanzioni amministrative contestate: non essendo proprietarie di nulla e con i dispositivi legislativi attualmente disponibili, difficilmente saranno riscossi dall’Amministrazione milanese.

Inoltre, in caso di residenza fuori dall’Italia, sarebbe terribilmente costoso avviare il procedimento d’ingiunzione contro il mancato pagamento. Addirittura dieci volte più costoso degli introiti ottenibili con la multa, afferma Roberto Boni, vicesegretario del sindacato nazionale della polizia di Stato Usp/Ugl.
In sostanza, l’ordinanza sarebbe solo fumo negli occhi.

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Maxolo da mò

    26 feb 2009 - 10:33 - #1
    0 punti
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    Ci Parigi tenev lu mer iev com ‘na piccola Ber.

  • Profilo di francoise

    francoise

    26 feb 2009 - 11:34 - #2
    1 punto
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    come per la sicurezza stradale, tutto si riduce a far cassa

  • indifo

    26 feb 2009 - 12:31 - #3
    1 punto
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    non riescono a riscuotere le multe alle auto con targa straniera, figurati queste… la solita sparata pubblicitaria di De Corato… patetico!

  • Profilo di italianomedio

    italianomedio

    26 feb 2009 - 14:07 - #4
    0 punti
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    de corato farebbe meglio a smettere di leccarsi…

  • Francostars

    26 feb 2009 - 17:50 - #5
    1 punto
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    LETTERA APERTA AI CITTADINI ITALIANI E STRANIERI PRESENTI SUL TERRITORIO.
    Spettabili cittadini,
    Di recente sono state approvate disposizioni legislative che hanno permesso l’emanazione di alcuni provvedimenti degli Enti Locali, come le Ordinanze Sindacali, i quali si stanno sostituendo alle norme nazionali e stanno introducendo divieti ed obblighi che queste non prevedono.
    Tali disposizioni stanno causando una frammentazione del suolo italiano in più ordinamenti giuridici, simili a quelli di Stati quasi indipendenti, corrispondenti al territorio dei vari Comuni in questo Paese.
    Con la presente, in caso si venisse sanzionati per una violazione di qualsiasi Ordinanza che non ricalchi i divieti delle leggi nazionali, pongo l’invito a svolgere l’atto di relativo ricorso, scrivendo una tesi difensiva in carta semplice a chi ha emanato il provvedimento locale, ai sensi dell’articolo 18 legge 689/1981.
    In tale scritto si può dichiarare il disaccordo sul verbale contestato, poiché le norme statali non prevedono alcun illecito in merito ai fatti compiuti e che l’articolo 54 commi 1 lettera A e 4 del Decreto Legislativo 267/2000, il quale concede il potere ai Sindaci di emanare diverse Ordinanze in materia di Sicurezza Pubblica, non risulta conforme agli articoli 3 e 117 primo e sesto comma della Costituzione Italiana, siccome tali atti dei borgomastri si possono sostituire ai dettami della legislazione nazionale, causando disparità di trattamento dei cittadini che compiono medesimi fatti in diversi luoghi.
    Se successivamente si dovesse ricevere come risposta l’Ordinanza-Ingiunzione del relativo verbale, suggerisco di svolgere la pratica di ricorso al Giudice di Pace, chiedendo al detto magistrato di sollevare la “Questione di Legittimità Costituzionale” della normativa succitata (articolo 54 commi 1 lettera A, 4, 4bis, 5 e 7 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267), poiché in contrasto con i detti articoli della Costituzione Italiana (3 e 117 primo e sesto comma); i quali dichiarano che tutti i cittadini hanno parità sociale e che la potestà legislativa e regolamentare, spetta solo allo Stato ed alle Regioni senza alcuna delega alle amministrazioni comunali.
    Grazie.

  • anonimobis

    28 feb 2010 - 05:33 - #6
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    Nn solo le ragazze nn pagano le sanzioni , ma coloro che cliele fanno lo sanno benissimo che nn le pagheranno……