Vigili di quartiere depressi e soppressi?

VigiliForse tra poco li vedremo come a Bologna, solo dipinti sui muri, perchè a quanto pare i Vigili di Quartiere sono una razza destinata all'estinzione.

Il comune di Milano avrebbe infatti soppresso i corsi di formazioni per questa particolare istituzione che dovrebbe essere il primo contatto tra cittadini e istituzioni. Oggi però sarebbero demotivati, spaesati e addirittura depressi per le condizioni di lavoro a cui sono sottoposti.

Il vigile di quartiere dovrebbe rappresentare un punto di riferimento per una certa zona, per questo quando sono stati introdotti era previsto che ciascun pubblico ufficiale si occupasse di una specifica area, che ovviamente doveva conoscere e dominare quasi fosse casa sua. Oggi invece, secondo i sindacati di polizia, i continui tagli hanno obbligato l'invio di agenti singoli, non più a coppie, con continui cambi di destinazioni. La notizia è stata pubblicata da quotidiano Dnews.

Credo sarà capitato anche a voi di provare una strana sensazione nel chiedere un'informazione a un vigile e sentirsi rispondere che non può aiutarvi perchè non conosce la zona, un paradosso alquanto imbarazzante che pare provochi turbe anche sotto il casco di ghisa.

Nel 1998 il Vigile di Quartiere aveva anche in dotazione un telefono cellulare il cui numero era pubblico, in modo che potesse essere sempre raggiungibile da cittadini in difficoltà, per richieste di aiuto o qualsivoglia lamentela. Un vero punto di riferimento, quindi. Ovviamente questo servizio è stato il primo a essere soppresso con i tagli dei fondi. Ma oggi per le multe ci sono gli ausiliari del traffico e per la sicurezza dei cittadini l'esercito e (forse) le ronde dei privati. Peccato, alla fine il vigile mi piaceva di più.

Foto | Repubblica

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