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Vigili di quartiere depressi e soppressi?

Pubblicato: 27 feb 2009 da carloprevosti

Commenti dei lettori

VigiliForse tra poco li vedremo come a Bologna, solo dipinti sui muri, perchè a quanto pare i Vigili di Quartiere sono una razza destinata all’estinzione.

Il comune di Milano avrebbe infatti soppresso i corsi di formazioni per questa particolare istituzione che dovrebbe essere il primo contatto tra cittadini e istituzioni. Oggi però sarebbero demotivati, spaesati e addirittura depressi per le condizioni di lavoro a cui sono sottoposti.

Il vigile di quartiere dovrebbe rappresentare un punto di riferimento per una certa zona, per questo quando sono stati introdotti era previsto che ciascun pubblico ufficiale si occupasse di una specifica area, che ovviamente doveva conoscere e dominare quasi fosse casa sua. Oggi invece, secondo i sindacati di polizia, i continui tagli hanno obbligato l’invio di agenti singoli, non più a coppie, con continui cambi di destinazioni. La notizia è stata pubblicata da quotidiano Dnews.

Credo sarà capitato anche a voi di provare una strana sensazione nel chiedere un’informazione a un vigile e sentirsi rispondere che non può aiutarvi perchè non conosce la zona, un paradosso alquanto imbarazzante che pare provochi turbe anche sotto il casco di ghisa.

Nel 1998 il Vigile di Quartiere aveva anche in dotazione un telefono cellulare il cui numero era pubblico, in modo che potesse essere sempre raggiungibile da cittadini in difficoltà, per richieste di aiuto o qualsivoglia lamentela. Un vero punto di riferimento, quindi. Ovviamente questo servizio è stato il primo a essere soppresso con i tagli dei fondi. Ma oggi per le multe ci sono gli ausiliari del traffico e per la sicurezza dei cittadini l’esercito e (forse) le ronde dei privati. Peccato, alla fine il vigile mi piaceva di più.

Foto | Repubblica

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di italianomedio

    italianomedio

    27 feb 2009 - 13:14 - #1
    -1 punto
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    come da tempo sostengo i vigili urbani di milano non fanno parte delle soluzioni, fanno parte dei problemi.

  • Profilo di Proust

    Proust

    27 feb 2009 - 13:26 - #2
    1 punto
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    non ci ho mai creduto molto se devo essere sincero, l’idea era buona ma come al solito sono abbastanza disilluso dall’applicazione italica delle idee buone.

    ho incontrato negli anni 3 o 4 volte “un” vigile di quartiere, lo riconoscevi perchè aveva la striscia rossa sul berretto, ora è sparito. ho scritto UN vigile perchè non era mai lo stesso, gli chiesi un’indicazione e mi rispose in calabbrese che non sapeva…

    c.v.d.

  • warese

    27 feb 2009 - 13:34 - #3
    2 punti
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    ecco la tanta sbandierata sicurezza di De Corato…tagliamo i vigilie mettiamo sempre più delle inutili telecamere che nessuno guarda…

  • Profilo di Orzowei

    Orzowei

    27 feb 2009 - 13:55 - #4
    1 punto
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    Sono + rari da incontrare che un facocero in piazza del Duomo… Quindi è come se nn li avessero mai introdotti.

  • warese

    27 feb 2009 - 14:48 - #5
    0 punti
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    concordo…peccato che De Corato nel 2006 se ne bullava a fini propagandistici:
    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/08/26/de-corato-contro-le-paure-daro-piu.html

  • Veltrusconi

    27 feb 2009 - 16:11 - #6
    1 punto
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    Il solito fumo di Berlusconi. Manca sempre l’arrosto…

  • Un Vigile di Quartiere

    29 mar 2009 - 14:02 - #7
    0 punti
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    Chi scrive che non ci siamo probabilmente ci cerca nel posto sbagliato: al mattino dalle 08:00 alle 08:40 il mattino e dalle 16:20 alle 16:50 il pomeriggio siamo tutti i giorni a far attraversare i bambini davanti alle scuole elementari; il mattino dalle 09:00 alle 10:30 ed il pomeriggio dalle 14:30 alle 15:30 e dalle 18:00 alle 19:30 siamo a presidiare gli incroci trafficati. Per il resto del turno di servizio ci spostiamo da un reclamo all’altro, da un’infiltrazione d’acqua ad un disabile che si vede negato il suo diritto a posteggiare sotto casa da un normodotato. Se non ci vedete dite che non ci siamo, se siamo in giro dite che non facciamo nulla, se facciamo il nostro lavoro siamo considerati, nella migliore delle ipotesi, dei rompiscatole… decidetevi un po’ quello che volete da noi e scrivetelo ai nostri vertici al posto di lamentarvi e basta.