Treni: nonostante la TAV i disservizi per i pendolari aumentano

ritardi, pendolari, frecciarossa, tavVi ricordate qualche mese fa la pomposa inaugurazione di Frecciarossa? Si diceva che, grazie al raddoppio dei binari, sarebbero migliorati i servizi anche per i pendolari. Naturalmente era solo falsa propaganda. Con la TAV è nettamente aumentato il divario tra viaggiatori di serie A e di serie B; i primi, che utilizzano il treno per tratte lunghe (Milano-Bologna-Roma-Napoli) sono una percentuale più esigua, pagano tanto e hanno un discreto servizio, gli altri sono costretti a patire un numero crescente di disagi.

Leggo un'interessante ricerca di Altroconsumo in cui viene delineato l'affossamento del servizio ferroviario locale in cui le vittime (è il caso di dirlo?) sono i pendolari. In verità l'inserimento di nuove tipologie di treni ha reso più difficile la gestione delle linee, con un aumento sostanziale dei ritardi per i treni locali, inoltre ci sono stati aumenti sostanziosi nei costi del biglietto, mascherati con astuti giochi di sigle. Gli Eurostar sono stati sostituiti dagli AV e gli Intercity plus sono diventati Eurostar City.

Con l'Alta Velocità si è accentuato il processo di marginalizzazione dei piccoli centri, quelli da cui di solito partono i pendolari; il ritardo medio dei treni a lunga percorrenza che giungono a Milano è di oltre trenta minuti, mentre su una tratta ad alta frequentazione di pendolari come la Milano – Piacenza sono stati soppressi diversi treni.

La ricerca conclude:

Invece di sanare le vecchie ferite i soldi sono stati spesi per griffare le stazioni con nomi di grido dell'architettura.

foto|flickr

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