Città metropolitana di Milano: 6 mesi al via. Ma si brancola nel buio

Ancora manca le circolari e le direttive, e addirittura il sistema elettorale. Qual è la differenza con la provincia?

Il 1° gennaio 2014 si parte: la Città metropolitana Milano sostituirà la provincia, Giuliano Pisapia diventerà sindaco metropolitano di diritto e insomma partirà questo nuovo ente amministrativo che ha lo scopo di rendere condivise problematiche che coinvolgono più comuni. Il problema è che manca ancora tutto: mancano le circolari e le direttive (il decreto Salva Italia del governo Monti che di queste cose doveva occuparsi le ha invece lasciate indietro) e manca addirittura il sistema elettorale che dovrà determinare in che modo si elegge il sindaco metropolitano.

E però rinvii non ce ne saranno: si parte al buio, nella speranza che le cose si sistemino un po' per volta. Il fatto è che la maggior parte dei cittadini che di questa città metropolitana faranno parte non hanno neanche idea di che cosa si tratti. Il territorio coincide con quello della provincia - di cui la città metropolitana prenderà il posto - il sindaco del capoluogo sarà anche il sindaco della città metropolitana (a meno che non di disponga diversamente), ma concretamente che cosa cambia?

Un esempio pratico è quello dei trasporti pubblici: metropolitane, tram e bus milanesi sono pagati solo dai residenti, ma ne usufruiscono migliaia di cittadini dei comuni dell'hinterland. Con la città metropolitana gli oneri verranno redistribuiti. Ma non ci sono solo le questioni dei tra trasporti; anche quelle urbanistiche, dei servizi, dell'occupazione, tutto sarà pensato in funzione della Grande Milano, come avviene a Stoccarda, Barcellona, Parigi, Londra.

Se il processo sembra ancora fumoso, è perché mancano decisioni fondamentali: nel giro di qualche mese verrà convocata un'assemblea dei comuni che stabilisca l'iter da seguire e che decida le competenze varie. Quello che finora si sa, e che può aiutare a capirci qualcosa di più, è quanto scritto sul sito del Comune di Milano:

Una realtà come quella dell’area metropolitana milanese, non può permettersi di non avere una struttura amministrativa adeguata che governi e integri funzioni fondamentali per la vita dei cittadini. Ad oggi la gestione di servizi importanti come il trasporto pubblico, il ritiro e lo smaltimento dei rifiuti, o della tutela dell’ambientale e dello sviluppo economico è svolta in maniera frammentaria, senza un governo unitario. Per questo l’Amministrazione Comunale di Milano vuole realizzare, in sinergia e collaborazione tra le Istituzioni e le forze economiche e sociali del territorio, una profonda trasformazione degli assetti istituzionali di governo dell’area milanese dando vita alla costituzione della Città Metropolitana di Milano.

Ma che cosa cambia rispetto alla provincia? Ecco una risposta:

La medesima legge attribuisce alla Città metropolitana, oltre alle funzioni fondamentali delle province le seguenti funzioni fondamentali: pianificazione territoriale generale e delle reti infrastrutturali; strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici, nonché organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito metropolitano; mobilità e viabilità; promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale.

Ora bisognerà solo aspettare che il 2014 arrivi, e poi scopriremo se gli attori coinvolti hanno chiare le idee su che cosa cambierà nell'assetto politico di Milano e dintorni.

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