Pisapia non si ricandida a sindaco. Inizia la battaglia per la successione

Il primo cittadino milanese l'aveva detto già in campagna elettorale, e le tante difficoltà della sua giunta lo stanno convincendo a tenere fede alla parola data. Ambrosoli, Majorino e De Cesaris in lizza per il 2016.

Non siamo neanche a metà mandato, e già sono iniziate le grandi manovre per la successione. Questo perché, come aveva annunciato in campagna elettorale, Giuliano Pisapia non ha intenzione di ricandidarsi. Promesse di questo tipo se ne sentono in continuazione, di solito vengono smentite con motivazioni tipo "me lo chiede la gente" e cose del genere. Nel caso del sindaco di Milano non dovrebbe andare così. Ma non si tratta di voler mantenere fede alla parola data; o meglio, non solo.

Un mese fa si era addirittura vociferato della volontà di Pisapia di dimettersi, stremato per la questione bilancio comunale; poi le polemiche sui campi rom; il caos della Sea e insomma tutto quelle problematiche che stanno rendendo il suo mandato estremamente complesso. Senza dimenticare, ovviamente, che in mezzo a tutto questo c'è il problema madre dell'Expo 2015 e la questione, mal digerita da buona parte della sinistra milanese, del licenziamento dell’assessore alla Cultura Stefano Boeri.

Tutte cose che fanno pensare a Pisapia che una sua ricandidatura (anche se molto dipenderà da come andrà l'esposizione universale) potrebbe non essere una grande idea, e che molto probabilmente parte dell'elettorato che lo ha scelto non tornerebbe a dargli il suo voto con quell'entusiasmo. E quindi si pensa di fare strada a un giovane: i nomi non mancano.

Il grande sconfitto delle regionali 2013, Umberto Ambrosoli, potrebbe decidere di riprovarci. Circola anche il nome di Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali e nome di spicco dei giovani del Pd. Ma la figura che potrebbe più di altre sparigliare il mazzo è l'attuale e iperattivo vicesindaco con delega all'Urbanistica, Ada De Cesaris.

Negli ultimi mesi è sempre più la figura centrale della giunta, prodiga di conferenze stampa e interventi vari (grazie anche alla sua delega, fondamentale in una città che è un cantiere a cielo aperto). Secondo molti tutto questo attivismo sarebbe riconducibile alla volontà di candidarsi a sindaco nel 2016. Il vero problema, per lei, è che in città è un nome ancora poco noto. Problema al quale, però, si può porre rimedio: ha tempo 3 anni.

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