Stop ai nuovi ipermercati e centri commerciali: Maroni, "Rispettiamo gli impegni presi con gli elettori"

Sei mesi di stop per mettere a punto una riforma della legge regionale sul commercio

E' stato approvato all'unanimità dal Consiglio regionale, con 74 voti favorevoli, il progetto di legge. Escluse dalla moratoria, come chiesto dal Pdl, le opere legate a Expo 2015.

Così ha commentato il presidente della Regione Roberto Maroni:

"Ancora una volta abbiamo dimostrato che rispettiamo gli impegni presi con gli elettori che ci hanno affidato il loro consenso"

Questo invece il commento di Renato Borghi, vicepresidente vicario di Confcommercio Lombardia:


"Con l'approvazione della moratoria possiamo compiere quell'attenta analisi dell'offerta distributiva ed attuare al meglio le necessarie politiche di tutela del pluralismo distributivo inizia il vero lavoro di revisione del Testo unico del commercio per rendere le norme più rispondenti all'attuale situazione economica"

Sono stati bloccati anche gli ampliamenti di strutture già esistenti. Ecco i centri commerciali, supermercati e ipermercati coinvolti dalla sospensione: Cinisello Balsamo (Immobiliare Europea spa), Cerro Maggiore e Rescaldina (Cr Sviluppo), Como (Esselunga, area Camerlata), Calco (ampliamento dell'Esselunga), Curtatone (Comet spa), Marmirolo (Cgi srl), Solbiate Arno (Leroy Merlin) e Locate Triulzi (Locate District srl).

In questi sei mesi quindi si dovrà lavorare per mettere a punto una riforma della legge regionale del commercio.

Le nuove regole della Regione Lombardia

Nuove regole della Regione Lombardia per gli ipermercati e centri commerciali: l'ente infatti ha bloccato temporaneamente, fino alla fine dell'anno, undici autorizzazioni.

Il presidente della commissione Commercio in Consiglio regionale, Alessandro Ciocca, ha spiegato:

"L'obiettivo è sospendere la partita per monitorare la situazione del commercio. E poi riprendere a giocare con regole nuove [...] bisogna confrontarsi con la realtà della crisi con coraggio e senza paraocchi"

Si parla del disegno di legge (che si discuterà oggi, 25 giugno, in Consiglio) sulla moratoria delle aperture della grande distribuzione, e da qui a dicembre si potranno prendere ulteriori decisioni: dopo il periodo di monitoraggio insomma si potrà anche decidere di prolungarla.

Il fronte del dibattito però è spaccato a metà. Confcommercio e Confesercenti, le associazioni di categoria che rappresentano i piccoli commercianti, sono soddisfatte.

Il settore infatti è in crisi, come confermato da Confcommercio Lombardia. Nel primo trimestre del 2013 infatti sono state aperte 5.623 attività commerciali. Ha precisato il vicepresidente vicario Renato Borghi:

"Dal 2005 a oggi, come testimoniano i dati Eupolis, le grandi superfici di vendita sono aumentate del 25 per cento. Nello stesso tempo è esplosa la cassa in deroga delle piccole imprese del commercio: da 48 mila ore di sei anni fa siamo passati ai 3,5 milioni di oggi. L'ideologia delle liberalizzazioni si scontra con la realtà. Non possiamo continuare ad aprire, bisognerebbe piuttosto aiutare chi ha già la saracinesca alzata a non chiudere"

Confesercenti chiede che le autorizzazioni già concesse ma non ancora sfruttate "non siano prorogate all'infinito".

Federdistribuzione, che invece rappresenta supermercati e ipermercati, invece non è d'accordo con il nuovo provvedimento.

"Segnaleremo la nuova legge regionale alla presidenza del Consiglio e all'avvocatura dello Stato"

ha detto Giovanni Cobolli Gigli. Che ha aggiunto:

"La distribuzione moderna ha garantito prezzi bassi in un momento difficilissimo. Ma alcune corporazioni fanno di tutto per tagliare la strada alla concorrenza. Noi non staremo certo a guardare"

Intanto, nonostante l'approvazione del ddl sia stata bipartisan, il Pdl chiederà in Consiglio che il provvedimento non riguardi gli ampliamenti delle superfici già esistenti e i progetti che hanno a che fare con luoghi legati a Expo.

Foto | Getty Images

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