Gli olmi di via Mac Mahon: verso una soluzione

Si taglieranno solo gli alberi più a rischio. Ma il rischio è di rimandare il problema, più che risolverlo.

Dopo la decisione di tagliare tutti e 180 gli olmi che costeggiano i binari del tram lungo via Mac Mahon e le successive proteste da parte degli abitanti della zona, è giunto il momento del compromesso. L'Atm (che è a capo dei lavori), il Comune e i comitati in difesa degli alberi si sono incontrati (tra l'altro proprio per strada) per trovare una mediazione e una soluzione condivisa.

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E così, un primo problema è stato superato: quello della decisione drastica, calata dall'alto, senza neanche prendere in considerazione le possibili alternative. Con un punto fermo: la manutenzione va fatta. La soluzione potrebbe essere quella di incaricare un agronomo che abbia la possibilità di verificare lo stato degli olmi nel periodo dei lavori (che dovrebbero partire a settembre) in modo da riuscire a tagliare solo quelli che effettivamente sono compromessi e instabili.

Il problema, però, non è solo il rischio caduta degli alberi più deboli (durante forti piogge o nevicate), ma soprattutto le radici, che - impedite ad andare verso il basso da una soletta di cemento - si sviluppano in orizzontale mettendo a rischio il passaggio del tram 12 sui binari.

Una soluzione, che è stata rigettata dai comitati, sarebbe quella di allargare di circa 60/70 centimetri la sede dei binari (togliendo spazio alle carreggiate), per poi abbattere gli olmi e piantare dei tigli. Mentre è stato il Comune ad abbandonare subito alternative come la sopraelevata per il tram (troppo costosa). E quindi, rimane l'opzione del tagliare solo gli alberi maggiormente a rischio. Che, però, rischia di rimandare il problema, più che risolverlo.

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