Al via la «Fase 3» del BikeMi con il primo esperimento al mondo di bike sharing elettrico

In progetto la "Fase 3": biciclette elettriche usate per Expo e poi ricollocate in periferia


Dopo la "Fase 1" fermata al centro storico e la "Fase 2" con l'uscita dai Bastioni raggiungendo il confine della 90/91, si discute, in questi giorni, della "Fase 3" di BikeMi la cui sfida è ambiziosa: portare la versione elettrica del bike sharing nelle periferie: Lambrate, Rogoredo, Barona, Quarto, etc.

Sulla carta è pronto il progetto: Ottanta-cento stazioni leggere, che saranno inizialmente posizionate sulla via ciclabile per Expo, tra i Bastioni e i padiglioni, e poi sganciate e ricollocate sulla corona esterna della città alla fine del semestre EXPO.

Le biciclette saranno diverse da quelle utilizzate finora: avranno un motorino elettrico per dare maggiori impulso alla pedalata. Biciclette elettriche, a pedalata assistita. Saranno le prime al mondo. Il costo è ingente: 7 milioni di euro.

Il progetto esecutivo sarà pronto a fine mese, per la valutazione definitiva di soluzioni tecniche e parametri economici (ogni stazione costa circa 70 mila euro). Quasi sicuramente quattro milioni di euro dovrebbe metterli il ministero dell'Ambiente, agli altri tre ci dovrà pensare Comune e ClearChannel. Il tutto rientra nel Piano della Mobilità sostenibile che si discuterà domani.

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