Il Piccolo Teatro di Milano a rischio chiusura

Il direttore Escobar lancia l'allarme: "Ci trattano come l'ufficio anagrafe, vietandoci pubblicità e autofinanziamento". Oltre a due milioni di euro di tagli.

È praticamente impensabile davvero il Piccolo Teatro possa chiudere, ma è evidente che nel momento in cui si lancia l'allarme è proprio per provare a smuovere qualcosa ed evitare che lo scenario peggiore possa avverarsi. Il problema, come in molti altri casi, è la spending review, ma a differenza di quello che si potrebbe pensare il problema principale non sono i tagli. Com'è possibile?

I tagli previsti per il Piccolo sono di circa due milioni di euro, ma c'è di peggio, come spiega il direttore Sergio Escobar: "Ci vietano di fare attività fondamentali per noi, come l'autofinanziamento. Faccio un appello al consiglio dei ministri e al premier Letta, che ha detto che non si tocca la cultura".

Anche perché è paradossale vietare l'autofinanziamento a un teatro che a questa voce ha una percentuale più alta tra i teatri d'Europa e che può rivendicare risultati ottimi, tra cui: bilancio in pareggio, 300mila spettatori annui, 21mila abbonati.

"Ci trattano come un ufficio anagrafe", dice ancora Escobar. Essendo i teatri stabili equiparati alle pubbliche amministrazioni, al Piccolo è vietato fare pubblicità, organizzare mostre, cercare sponsorizzazioni o fare attività di formazione. "Il governo risolva il problema attraverso un emendamento urgente, in modo da scongiurare la paralisi di istituzioni che da sempre hanno i conti in ordine. Altrimento rischiamo davvero di chiudere".

  • shares
  • +1
  • Mail