Expo 2015: piace all'85,2% dei milanesi, ma moltissimi si sentono 'poco informati'

I risultati di un sondaggio commissionato dal Comune di Milano nelle scorse settimane

Qualche tempo fa il Comune di Milano ha commissionato un sondaggio per 'testare' la qualità di vita in città: il giudizio dei milanesi è positivo, con il 74,3% dei milanesi che si dichiara "soddisfatto". Rispetto ai dati rilevati in aprile dalla stessa società che ha condotto il sondaggio - con lo stesso campione - c'è stato un incremento del 2,8%. Il 51,2% degli intervistati ha dato alla città un voto tra il 6 e il 7, mentre il 23,1% ha premiato Milano con un voto tra l'8 e il 10.

Tra le domande però ce n'erano numerose che riguardavano Expo 2015, il grande appuntamento che il capoluogo lombardo ospiterà ormai tra poco meno di due anni.

L'evento, gradito all'85,2% degli intervistati, ha una notorietà totale che arriva al 93%, anche se solo il 73,6% risponde '2015' per quanto riguarda l'anno in cui Expo avrà luogo. Ma ci sono anche altri dati non troppo confortanti: il 34,2% ha confessato di "non conoscere l’argomento" (ovvero l'alimentazione) e il 58,8% degli intervistati ha dichiarato di ricordare il tema se questo viene citato dall'intervistatore. Soltanto il 29,2% dei milanesi lo ha indicato spontaneamente.

Non stupisce quindi il 51,2% dei milanesi che si è dichiarato "ancora poco informato" a riguardo, a fronte di un 35,8% che si sente "molto o abbastanza informato" (ha risposto "per nulla" solo il 6%).

Invece un terzo (il 33,1%) si è detto disponibile ad un eventuale volontariato per Expo, per far visitare la città ai turisti (e il 31,9% dei milanesi ha dichiarato che Expo porterà "più lavoro"): quindi prevale il 52,3% che ha risposto "assolutamente no".

Il 66,3% del campione è convinto che Expo porterà benefici in termine di immagine internazionale alla città (e il 29% ha dichiarato che porterà "più turismo"), mentre il 31,2% pensa che non cambierà nulla.

Insomma, Expo è stata promossa a pieni voti o bocciata?

Bocciata in toto sicuramente no, ma a nostro avviso al momento non si può andare più lontani di un 6 e mezzo: considerata la risicata maggioranza sul fronte 'informazione', e quel 52,3% che non vuol nemmeno sentir parlare di 'volontariato', c'è ancora molto da lavorare.

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