Milano la città più cara d’Italia? Un'indagine della Camera di Commercio lo conferma

A Milano per manternere una famiglia si spende più che nel resto d’Italia: 3.068 € al mese


Presentati oggi i dati dell’indagine annuale della Camera di Commercio di Milano sui consumi delle famiglie milanesi tra marzo 2012 e febbraio 2013. Dati che confermano un quadro molto preoccupante per le famiglie: i segni della crisi economica che stiamo attraversando si mostrano in tutta la loro gravità, facendo segnare un drastico calo nei consumi, soprattutto in settori come l’abbigliamento o le calzature, ma ancor più preoccupante nel settore delle spese sanitarie e della cultura.

Una ricerca che ha coinvolto 723 famiglie milanesi e 177 famiglie di cittadini stranieri. Nella nostra città per la famiglia si spende più che nel resto d’Italia: 3.068 € al mese (dato costante rispetto all’anno precedente), 35 € in più rispetto alla Lombardia e 580 € in più rispetto all’Italia. Di questui 433 euro in beni alimentari e 2.635 euro per tutto il resto. le famiglie straniere vivono in ristrettezze e, per mantenersi, spendono quasi la metà (1.841 euro al mese) rispetto a quelle composte da cittadini italiani.

Tanto cara che 7 milanesi su 10 non riescono a risparmiare e spendono tutto. Milano si conferma la città più cara d’Italia circa la spesa mensile per famiglia. Dunque si cerca di risparmiare tagliando. Nello specifico tra gli alimentari si taglia la carne (il 27% la compra di meno) mentre, per quanto riguarda il resto della spesa, si risparmia su abbigliamento (-20,8%), sanità (-17,2%), cultura (-12,3%). In forte crescita le spese per i tabacchi (+40,7%), per l’arredo (+20%), il mutuo (+19,9%), l’istruzione (15,9%), carburante ed energia (+9%).

“I dati presentati oggi – dichiara l’assessore alle Politiche per il Lavoro, Ricerca e Università del Comune di Milano, Cristina Tajani – confermano un quadro preoccupante. La priorità oggi è mettere in atto politiche anticicliche di crescita e sostegno alla domanda interna. Il sostegno all’occupazione e al lavoro deve essere una priorità a livello locale e nazionale“.

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