
Si, lo so, è fuorviante parlare, in Italia, di “lavori forzati”. In Cina si chiamano Laogai, costruiscono dighe e ponti, un costume non particolarmente simpatico ad Amnesty. Da noi, fortunatamente, è tutta un’altra musica: li chiamano lavori di reinserimento sociale. I dati parlano chiaro: fare sentire i detenuti utili, socialmente utili, aiuta a evitare che, una volta usciti dal carcere, riprendano a commettere reati.
Avevamo toccato l’argomento a suo tempo, quando la proposta di occupare i carcerati nei lavori dell’Expo 20015 scosse l’etere. A distanza di 10 mesi il protocollo d’intesa è stato firmato oggi a Palazzo Marino tra Comune e Provveditorato regionale all’amministrazione penitenziaria. Da 200 a 400 le persone che saranno impiegate nei lavori per l’Expo, coloro che sono sottoposti a misure alternative alla detenzione (il 29% di chi vive oltre alle sbarre è già occupato). Se volete farvi un’idea dei lavori che i carcerati intraprendono al di fuori del carcere vi rimando alle pagine de Il Due, il net magazine di San Vittore.
Resta da capire i luoghi di lavoro designati; ovviamente si parlava di cantieri delle grandi opere ma anche l’accoglienza di operatori e turisti. Voi che ne pensate? Giusto far lavorare i detenuti nei cantieri in vista dell’Expo 2015?
grex
25 mar 2009 - 18:47 - #1per l’expo o no è giusto farli lavorare.
usiamoli e non lasciamoli lì in cella (sovraffollate il più delle volte) a non fare un ca..o per anni e anni.
chi non ha testa, ha gambe. e in questo caso anche braccia
TDCI
25 mar 2009 - 18:47 - #2giustissimo!
E così anche per i detenuti la vita è meno monotona e più stimolante, no?
insubria
25 mar 2009 - 19:02 - #3almeno fanno qualcosa di utile, ci costano 200 euro al giorno a capa
Lèx80
25 mar 2009 - 19:57 - #4Pensate voi a come deve essere essere rinchiusi tutto il giorno con 3-4 persone, e dover scontare 5-10 anni, con le giornate che sembrano tutte uguali. Sicuramente i carcerati sarebbero i primi ad essere entusiasti di poter fare lavoretti, anche non qualificati e sottopagati. Guadagnerebbero qualche spicciolo, avrebbero qualche abilità lavorativa da mettere sul curriculum e potrebbero risarcire in parte le loro vittime e la società.
Ci sono impiegati/e sottoposti al mobbing in cui il padrone si limita, per spingerli alle dimissioni, a toglier loro computer e scrivania e a farli stare su una sedia in corridoio senza far niente! Se un lavoratore vuole lavorare, figuriamoci un carcerato.
Attenzione però. Meglio farli lavorare da rinchiusi, altrimenti per sorvegliarne uno ci vorrebbero 3-4 guardie, e a quel punto la cosa diventerebbe antieconomica.
Lapo
25 mar 2009 - 20:23 - #5ma robe più semplici
come raccattare la spazzatura dalle aiuole o dai prati in mezzo alle strade
fermatevi ad un semaforo in Fulvio Testi
markk0
25 mar 2009 - 20:57 - #6assumere gente onesta che cerca lavoro no, vero?
Lapo
25 mar 2009 - 21:31 - #7eh si
sono tutti a fare la coda per fare i lavoracci
infatti cosa vengono a fare gli immigrati in Italia?
Gatzpacho
25 mar 2009 - 21:41 - #8se gestita bene è un ottima cosa e non dovrebbe limitarsi all’ expo
Lelino
25 mar 2009 - 21:52 - #9Quoto Gatzpacho. I detenuti possono diventare un’ottima risorsa per questo genere d’iniziative anke x’ molti d loro, malgrado gli errori commessi, sn xsone capaci e volenterose.
Maxolo da mò
25 mar 2009 - 21:55 - #10Che gli si dia la possibilità di lavorare per l’expò non saprei se può essere un’idea valida o no, ci sarà già la fila di persone che non viene mantenuta da nessuno se non dal lavoro stesso.. e poi tra le “teste” di quest’impresa chiamata expò saranno già molti i potenziali galeotti. Certo che l’idea di far lavorare un carcerato potrebbe essere un opportunità e non solo per loro ma per tutta la società, detto questo, un lavoro per loro sarebbe una cosa positiva ma lo stipendio se lo scordano, se non un piccolo obolo giusto per la fatica.. , quindi il loro contributo lavorativo dovrà essere a pieno titolo “sociale”, e quindi i loro guadagni vanno investiti solo ed esclusivamente in “opere carceraie”. Un idea così però può avere senso pensando a quale ruolo o mansione può svolgere un detenuto, alla sicurezza e quantaltro.. Inoltre sarebbe un opportunità per creare una nuova classe di lavoratori con una nuova prerogativa fondamentale cioè quella di tenerli alla larga da assicurazioni e sindacati. L’expò non è certo una nuova occasione per parlare di detenuti al lavoro, se poi lo dice la moratti è solo per dare un pò di lustro a l’expò stesso, invece come dice Lapo potrebbero essere utilizzati, e non da oggi, per tenere pulita la città nei posti dove il netturbino non và mai, altra idea, mandiamoli di notte (con un tracciatore Gps) nei depositi Atm a curare i convogli dagli attacchi dei graffitari, non penso ci sia niente di meglio che un “truce galeotto” per far cambiare la filosofia scema di uno stupido writer.
Nicola Ottomano
26 mar 2009 - 11:27 - #11Io invece sarei d’accordo anche nel pagarli un tot al giorno.
La maggior parte dei detenuti è finita in cella a causa della povertà… ve lo dice uno che viene da bari e che ha visto ex compagni di classe in galera per traffico di droga.
Ma chi è la persona che delinque? Solitamente è un ragazzo di famiglia povera, con grado d’istruzione non elevato.
Per combattere la mafia c’è un solo modo: togliergli la manovalanza rendendo, di fatto, antieconomico essere mafiosi.
Come si toglie la manovalanza alla mafia? Applicando delle politiche sociali serie, tra le quali il reinserimento dei detenuti in società.
Immaginate un detenuto che, dopo 1-2 anni di carcere, abbia scontato la pena. Questo esce e, senza lavoro e senza soldi, secondo voi, cosa fara? Finirà nuovamente in mano alle organizzazioni mafiose!
Invece se il detenuto ha lavorato in carcere ed è stato pagato, chessò, 300 euro al mese, dopo 2 anni si ritroverà con 6.000 euro che gli consentiranno di vivere qualche mese fuori senza delinquere e, cosa non da poco, avrà imparato un lavoro!
Ma in Italia, con la politica connivente con la mafia, avverrà mai questo?
Nicola
christian M
26 mar 2009 - 12:38 - #12certo che e’ giusto, e’ un’ottima iniziativa. In egitto sono state erette piramidi con il lavoro di questa gente. E’ socialmente perfetto direi.
Gatzpacho
26 mar 2009 - 15:27 - #13#11 anche io sarei d’accordo sul pagarli (però circa la metà della loro paga dovrebbe andare a coprire spese carcerarie) però non diciamo che delinque solo chi ha problemi di povertà, perchè i nostri cari politici di certo non hanno problemi di soldi eppure in parlamento è pieno di condannati