Milano, la battaglia in consiglio sulle nuove regole per la sosta

Una notte di baruffe tra le forze politiche, ma alla fine il consiglio comunale approva la nuova delibera sulla sosta. Stangata per i non residenti e abbonamenti scontati nei parcheggi di interscambio. Il centrodestra lascia l'aula e parla di "morte della democrazia".

Alla fine la delibera che detta le nuove regole per la sosta a Milano è passata (alle sei di ieri mattina) con i soli voti della maggioranza di Palazzo Marino. Il centrodestra ha lasciato l'aula, dopo una notte di battaglia all'interno dell'aula del consiglio comunale.

In dettaglio: la terza ora di sosta in centro città passa da 2 a 3 euro, si introduce l'obbligo di pagamento per i domiciliati non residenti (l'abbonamento è di 250 euro l'anno), si prevedono abbonamenti per pendolari e commercianti, rispettivamente da 40 a 60 euro mensili. In più, aumenti anche a San Siro in occasione degli eventi allo stadio (si passa da 5,40 a 7 euro) e forti sconti negli abbonamenti a chi utilizza i parcheggi di interscambio. Inoltre, con un subemendamento del grillino Calise, la maggioranza dà mandato alla Giunta di stilare una tabella per l'assegnazione dei pass per la sosta alle autorità. Infine, la sostituzione del pass per i residenti costerà 50 euro. Prima era gratis. Il provvedimento dovrebbe servire a ridurre il numero di furbacchioni che fanno incetta di pass non si capisce bene a quale scopo.

Questi i punti salienti della delibera, ma in aula resta la tensione dopo una notte di baruffa: verso l'una e mezza di notte la maggioranza di centrosinistra ha deciso di porre fine all'ostruzione del centrodestra dopo che, in circa otto ore di seduta, si erano discussi pochissimi emendamenti, tutti subemendati almeno una decina di volte.
La maggioranza ha chiesto al presidente Basilio Rizzo di limitare il dibattito, in virtù del fatto che dalla parte opposta dell'aula l'unica richiesta era il ritiro della delibera. Un atteggiamento, quello del centrodestra, che violerebbe il principio di efficienza dei lavori dell'aula contenuto nel regolamento.
La reazione dell'opposizione alla richiesta del centrosinistra non si è fatta attendere: urla, insulti, fogli che volano. Erano due i fronti nel centrodestra: chi voleva trattare e chi voleva solo il ritiro del provvedimento, con la Lega a fare da capofila. E così l'opposizione ha lasciato l'aula, nella quale sono rimasti solo i consiglieri della maggioranza.

Il consiglio comunale è così riuscito a licenziare il testo della delibera, dopo ben 13 ore di seduta fiume. Il centrodestra ha continuato a protestare in aula e ha parlato di "censura" da parte della maggioranza: i consiglieri si sono presentati vestiti da CSI e hanno denunciato la "morte della democrazia", prendendosi le feroci critiche e il disappunto del sindaco Giuliano Pisapia. E Riccardo De Corato, forte della sua caratteristica sobrietà, ha annunciato addirittura un ricorso al Tar.

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