Via Catullo: il "ghetto" di Milano e un progetto per riqualificarla

Una strada che collega viale Certosa e via Gallarate. Covo di prostituzione e spaccio. Gli abitanti chiedono una "rivoluzione urbanistica".

Via Catullo: il "ghetto" di Milano

Vista alla luce del sole non sembra affatto una via così pericolosa. Qualche palazzo malandato, ma anche delle casette su due piani ben tenute. Molto diversa dev'essere però la sensazione che offre di notte, viste le continue lamentele giunte da parte dei residenti, che denunciano "risse tra viados, abusi sessuali, maltrattamenti sui minori, morti intollerabili" e spaccio di droga. Fino ad arrivare a parlare di una via "ghetto".

Ecco, forse la parola ghetto non è la più adatta a definire questa minuscola via che collega viale Certosa con via Gallarate, ma di certo a creare problemi è anche la sua conformazione: si tratta di un budello, molto stretto e con una doppia curva che la nasconde alla vista. Dal momento che, come noto, la zona è molto frequentata da viados e dai loro clienti, la conformazione della via ben si presta a ospitare "sesso in strada" e spaccio di droga.

Gallery. Via Catullo: il "ghetto" di Milano

Questo perché è molto riparata alla vista, e quindi è facile nascondersi dalla vista di chi passa e dalla vista della polizia. Ma non dalla vista degli abitanti, che hanno richiesto decine di volte in pochi mesi l'intervento dei carabinieri per sedare risse tra i viados e altre situazione di degrado urbano.

Proprio per questo, gli abitanti si sono convinti che per cambiare la situazione serva "una rivoluzione urbanistica", una sfida che è stata raccolta dalla facoltà di Architettura del Politecnico e in particolare da Claudio Calvaresi, docente di Analisi delle politiche urbane. E così, gli studenti sono messi al lavoro, sviluppando piani di riqualificazione che saranno presentati a settembre in una mostra (sperando che abbia un seguito e non finisca nel nulla come un altro progetto riguardante la zona, quello per la riqualifica della stazione abbandonata di piazzale Accursio).

In cosa consiste questo progetto? Ancora presto per dirlo, ma al centro di tutto ci dovrebbe essere il rilancio di una fabbrica abbandonata, programmi di housing sociale e l'organizzazione di attività culturali. Idee che possono essere utili, anche se è difficile calarle dall'alto in un contesto in cui si segnalano case di appuntamento al civico 9, commercio illegale al civico 12 e ancora prostituzione al civico 10, dal quale, com'è scritto nell'esposto, spesso provengono "urla di donne picchiate".

Via Catullo: il "ghetto" di Milano
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