Aler, i sindacati incalzano la Regione

Cinquantamila domande di alloggi popolari, solo diecimila quelle evase. I sindacati chiedono alla Regione un fondo straordinario per finanziare l'edilizia residenziale pubblica e dicono no all'ipotesi di un'unica Aler regionale.

Diecimila firme raccolte per dire no al progetto di una mega Aler unica regionale. Il faldone è stato consegnato all'assessore regionale alla casa Paola Bulbarelli. La Cgil Lombardia, con il suo segretario Giacinto Botta, chiede alla Regione di fermare la riforma dell'Aler centralizzata.

Vorrebbe dire burocratizzare e non risolvere il problema del rapporto con i territori.

Il riordino del sistema dell'edilizia popolare nasce dalle difficoltà del settore: l'Aler di Milano, ad esempio, ha un buco in bilancio stimato dal commissario straordinario Lombardi in circa 80 milioni di euro. E la morosità è superiore al 30%. La Cgil sottolinea come questo ammanco sia frutto delle inadempienze della politica e della gestione aziendale.
L'assessore Bulbarelli, da parte sua, ha risposto che non è affatto scontato che venga realizzata un'agenzia unica per tutta la Lombardia, che la competenza territoriale rimane un principio sacrosanto, ma che il settore dovrà essere in grado di autofinanziarsi.

Già, ma per far ripartire il settore, che rischia di diventare un lusso per le amministrazioni viste le ingenti perdite, occorre un piano di risanamento. La Regione dice no a un finanziamento diretto all'Aler milanese. La strada per uscire dalla voragine dei conti è quella dell'efficienza. Come? Con la riforma promessa entro l'anno.

Spiega l'assessore Bulbarelli:

La situazione tragica emersa richiede un intervento immediato a cui faremo fronte con 30 milioni. Non possiamo far fallire un'azienda che dà risposte sociali, ma non intendiamo finanziare l'Aler in modo sistematico. Piuttosto, con la riforma, stiamo studiando nuovi metodi perché l'ente si auto sostenga.

Dopo la pausa estiva sono diversi i nodi che dovranno essere affrontati, tutti contenuti nel dossier che Lombardi ha consegnato alla giunta regionale. Quello in cui si cerca di approfondire l'origine degli 80 milioni di dissesto.

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