Le ronde di Pisapia e il litigio con Maroni

Ma qual è la differenza tra queste e quella della Lega? "Un conto è reprimere, un altro assistere", spiega la Croce Rossa.

La notizia che Pisapia - sindaco più law & order del previsto - avesse deciso di mettere ronde "sociali" sulla 90 e 91, fosse destinata a scatenare un putiferio era decisamente prevedibile. Ma come? Dopo tutti gli insulti alle ronde di marca leghista ci si mette anche la sinistra?

L'hanno pensata così parecchi elettori della presente giunta e ovviamente anche Maroni, che su Twitter scrive:


La risposta del sindaco non si fa attendere, anche se non arriva via Twitter avendo bisogno di un po' di spazio in più:

"Milano, città democratica, non mette le ronde, che si sono dimostrati inutili, controproducenti e in alcuni casi dannose. Il nostro faro è e sarà sempre la Costituzione, quindi l'applicazione dei principi di solidarietà sociale richiamati dagli articoli 2 e 3 e quindi Milano non mette ronde, ma organizza grazie al progetto dell'assessore Majorino, una rete di volontari per aiutare persone che si trovano in una situazione di bisogno o di grave disagio sociale".

A dire la verità, anche la Lega Nord aveva usato gli stessi escamotage per far digerire i suoi fallimentari vigilantes: "Faremo come i city angels, potremo solo segnalare i casi alle autorità, ecc.". E quindi che cambia? Di sicuro è diversa l'impostazione di base, non ronde che provino ad aumentare la sicurezza, ma un servizio sociale con compiti che vanno dall’aiuto alle persone in difficoltà fino alla dissuasione di azioni illecite.

La differenza la conferma anche la Croce Rossa: "C'è un'immensa differenza tra assistere e reprimere", e su questo non ci sono dubbi. Qualche dubbio sorge invece su chi possa decidere di rispondere a un appello del genere e su come le differenze teoriche rischino di azzerarsi una volta "sul campo".

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