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Kebab e pizze al taglio, divieto di vendita dopo la mezzanotte: dite la vostra

Pubblicato: 10 apr 2009 da Trab



Dopo la crociata romana contro gli esercenti del centro che vendono cibi e alcolici anche Milano potrebbe seguirne l’esempio. I prodotti alimentari d’asporto non potranno essere venduti dopo la mezzanotte. Questo quanto prevede il progetto di legge approvato ieri a maggioranza dalla commissione regionale per le Attività produttive e che sarà votato in Aula il 21 aprile prossimo.

In caso di approvazione la nuova normativa costringerà le micro-imprese artigiane a seguire gli orari di apertura alle quali già si attengono gli altri esercizi di questo tipo, cioè dalle 6 alle 24. Stop, insomma, a pizzerie d’asporto, kebabberie, piadinerie e innocue gelaterie che fanno orari notturni e probabilmente fanno più affari di notte che di giorno.

Tra le motivazioni dei promulgatori c’è quella di “evitare forme di concorrenza impropria”. Voi che ne pensate?

Foto by Fabbio, Flickr

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • jacoponovembre

    10 apr 2009 - 13:24 - #1
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    è una vergogna se dovesse passare la norma perchè

    1. si va a tagliare i guadagni legittimi di un numero notevole di attività in un momento di crisi

    2. si va a togliere ulteriori motivi di aggregazione e socialità in una Milano sempre più grigia e burocraticizzata (ringraziamo ancra una volta questa Giunta)

    speriamo in un pò di logica in più per chi deve prendere la decisione, ci sono cose più imporatnti e urgenti a Milano da valutare…

  • Profilo di Alessio Proietti

    Alessio Proietti

    10 apr 2009 - 19:54 - #2
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    Ma si dai, perché mai permettere a delle aziende di lavorare tranquillamente e di soddisfare una normale richiesta del mercato?

    Giù con la burocrazia, come se non bastassero le mille carte bollate che servono per poter aprire un’attività!

  • Piero M

    10 apr 2009 - 21:24 - #3
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    Questa è veramente una mastodontica boiata
    Quanti di voi fa lo spuntino notturno al forno di Via Pasubio prima di Corso Como (giusto per dirne uno)?
    Ma questo provvedimento è anche sui chioschetti sui camioncini, tipo quelli dei concerti? quelli che di solito si chiamano “gli zozzi” ;-)

  • Kness

    11 apr 2009 - 04:16 - #4
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    E’ un tale provvedimento che è economicamente improprio e mafioseggiante, politicamente scorretto e arrogante, socialmente stupido ed arbitrario. Un altro tassello di un oscurantismo sociopolitico che avanza di pari passo agli interessi di chi ci “magna” e di chi lo rappresenta, insieme alla marcia lobotomizzata dell’ignoranza rozza di chi tali interessi li avalla nella più grottesca incoscienza, contro i propri e quelli di tutti, abboccando fontozzianamente a slogan e concetti studiati per fare proselitismo di idioti contenti.

    Perché proprio gli alimenti da asporto?
    Perché il provvedimento non coinvolge tutta la lista patinata di locali e di esercizi notturni “cool” che, pur’essi after midnight, sono affollati di idioti speciali col SUV in terza fila parcheggiati fuori?

    Secondo quale logica economica un trancio di pizza o una brioche (o due palline di gelato o il panino con la salamella da 5 euri) che sono graditi da tutti (consentendo la sopravvivenza di un piccolo esercito di micro-imprese “zozze”) sarebbero un’anomalia ammorbante per la concorrenza del mercato e invece un club sandwich in salsa di spumante o uno spastic cocktail con due terzi di ghiaccio tritato per 35 euro (ingollati da pochi scimpanzé lampadati e infichettati in ambienti pacchianamente trendy-style) rappresenterebbero la unica norma salutare del mercato?
    Non è solo una questione di pizza e cornetti caldi dopo la discoteca.
    Ci sono anche i conti fatti sugli interessi di “larghe panze”. Convincenti, evidentemente, come i loro sorrisi fluorescenti e la pacca sulle spalle.

    Ma forse pensiamo troppo invece.
    La salamella è pericolosa come i consumatori scadenti, disfattisti e poco collaborativi con la vera economia della città o della nazione.
    Una tale genìa di consumatori frugali, anch’essi “zozzi”, potrebbero non capire, (proprio a partire dallo spuntino con la salamella) le “grandi opere” della “grande economia”, naturalmente realizzate dai soliti nostri “grandi costruttori”.

    Magari quindi proprio la pizza e la salamella notturna possono minare i grandi progetti per noi tutti e fare pensare troppo e capricciosamente.
    Inaccettabile! Che fine avrebbe il gran progetto trendy-style della società?
    Occorre che tutti si rassegnino alle grandi mire dei grandi pensatori dell’economia: che è il nostro “cool” la vera risorsa della città e della nazione.

  • christian M

    14 apr 2009 - 09:04 - #5
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    e’ giusto perche’ e’ un po’ duro da digerire il kebab dopo la mezzanotte, quindi ottimo direi!

  • Ai@ce

    16 apr 2009 - 23:06 - #6
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    e la brioche in via maiocchi dopo le partite (di pallanuoto, si finiva alle 23.30 in via Mecenate…)? (qualche volta arrivavano uova marce dal condomino di fronte causa il nostro vociare). E la pizza al trancio, sempre post partita (di basket), presa dal retrobottega della panetteria in via Bottesini (ci sarà ancora?).
    E’ un mondo difficile, dovremo omologarci e prendere una merendina ai distributori automatici del metrò.
    E i rivenditori di panini con la porchetta agli angoli delle strade?
    per il popolo della notte si prospettano diete forzate oppure cibi insacchettati: che tristezza.

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