Nel 2007, Luigi Rossi Bernardi, assessore alla Ricerca, Innovazione, Capitale Umano prometteva oltre 4000 punti di accesso wireless diffusi in tutta la città, che dovevano essere il punto di partenza verso gli oltre 13000 che il Comune aveva previsto di realizzare entro il 2015, data di inizio dell’Expo. Il mese scorso abbiamo riparlato di Wireless sottolineando come il Parco Sempione in effetti oggi sia connesso, ma per il resto?
Il Progetto Milano Wireless prevedeva infatti la creazione di 4mila punti di accesso nell’arco di un due anni: gli hot spot avrebbero dovuto essere montate su circa 700 tra lampioni e semafori degli incroci, in quasi 500 tra scuole e sedi universitarie, biblioteche, punti di ritrovo di giovani e anziani e centri sportivi, nei 50 parchi e giardini pubblici e presso le fermate dell’ATM e nelle tre linee metropolitane. Ma oggi quale è la situazione?
Da tempo è attiva una collaborazione con diversi locali e la rete Bitage, che fornisce il servizio gratuito previa iscrizione al sito. Stiamo parlando però di numeri molto inferiori, circa una cinquantina di bar e locali, tutti attivi grazie a iniziative private. Milanofree segnala alcune possibilità, ma ristrette come nel caso delle università agli studenti e ai corpo dei docenti.
Ma il progetto Milano Wireless? In rete si trova poco nulla, ma grazie a qualche blog di appassionati di telecomunicazioni scopriamo che il progetto è miseramente naufragato del silenzio colpevole di chi lo ha proposto. A oggi, secondo il sito Hotspot-wifi ci sono meno di 700 hot spot gratuiti in città, solo una minima parte di questi “pubblici”. Forse, come si legge nel blog, la proposta era troppo bella per essere vera, forse un po’ demagogica, qualche dietrologo potrebbe vedere in tutto questo l’opposizione di chi la rete ce la fa pagare, il risultato è che per essere al passo con i tempi bisogna saper giocare ai limiti del “regolamento” e allora le reti si trovano come dimostra il post pubblicato Ictblog che vi consiglio di leggere.
parole_parole
16 apr 2009 - 09:29 - #1i soliti annunci roboanti del comune a cui poi non segue nulla…
Nicola Ottomano
16 apr 2009 - 09:55 - #2Io quando avevo letto la notizia non ci credevo.
Ho pensato subito a qualche annuncio in pompa magna per “secondi fini”… tipo l’Expo.
Nicola
Tacchi
16 apr 2009 - 12:01 - #3qui
http://www.01net.it/01NET/HP/0,1254,0_ART_97306,00.html?lw=10000;CHL
trovate gli ultimi aggiornamenti.
Lea
16 apr 2009 - 13:54 - #4capisco la motivazione economica.
ma non mi si venga a dire che comunque sarebbe un servizio utilizzato da pochi!!!! perché se questo è il ragionamento con il quale una pubblica amministrazione valuta la convenienza dell’erogazione di un servizio pubblico, allora dovremmo sospendere diverse linee tramviare negli orari di scarsa frequentazione, oppure dovremmo sospendere del tutto l’illuminazione notturna, dimezzare il servizio di taxi, e via dicendo.
Lea
16 apr 2009 - 14:03 - #5mi do’ la risposta da sola (posto che fosse una domanda):
evidentemente il wireless (o cmq la rete che dà l’accesso al web), non è ancora considerato un servizio pubblico.