"Cambiare il nome a Corso Vittorio Emanuele" e parte la sfida a singolar tenzone

L'assessore ai servizi civici propone di tornare all'antico nome di Corsia dei Servi. Ma Stefano Di Martino lo sfida: "Insultata Casa Savoia"


Il Corso più celebre di Milano, percorso a piedi da migliaia di persone, parte dalla caotica San Babila, incasellata da palazzi modernisti (esteticamente un po' sgradevoli), e verso la sua fine si riscatta con la vista improvvisa del Duomo che si impone allo sguardo con la sua austera e imponente silhouette. Questo è Corso Vittorio Emanuele, il più celebre di Milano, simbolo di una città frenetica e modaiola.

La proposta dell'assessore Franco D'Alfonso, che oltre al commercio si occupa anche di servizi civici, è senz'altro dirompente e segnerebbe una rottura simbolica con il passato senza eguali. D'Alfonso propone di tornare all'antico nome di Corsia dei Servi, perchè: "non è possibile che nella città più laica e repubblicana d'Italia si identifichino con il nome di un re, che peraltro non ha mai amato la nostra città, alcuni tra i suoi luoghi più significativi e caratterizzanti?".

Nessuno, in verità, si è prodigato per difendere la memoria del re. Una piccola boutade fine vacanziera destinata a cadere nel dimenticatoio. A dire la verità una replica significativa c'è stata, quella di Stefano Di Martino, già consigliere comunale di Alleanza nazionale. Il fervente monarchico ha sfidato a duello l'assessore, ritenendo che Casa Savoia sia stata "insultata" dalla ignobile proposta. L'arma, come consuetudine cavalleresca, sarà decisa dallo sfidato che se non accetterà sarà considerato un vile.

Invito l'amico Franco D'Alfonso a rivedere questa proposta e a ritornare sui suoi passi. Nel caso in cui ciò non avvenisse, lo sfido a duello all'alba, alla presenza di media e stampa, invitandolo a scegliere l'arma che più gli aggrada, dai secchi d'acqua alle sciabole

Voi per chi tifate?

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