Le discoteche a Milano continuano a chiudere

In dieci anni persi un terzo dei locali da ballo in città. Al loro posto condomini e megastore.

La chiusura dello storico Rolling Stone era stato un brutto colpo per la città di Milano, ed era anche abbastanza chiaro che non si sarebbe trattato di un evento isolato, ma più che altro di un brutto segnale: le discoteche in città sono scomode e le loro aree molto ambite. Oggi in corso XXII Marzo al civico 32 sta sorgendo, tanto per cambiare, un palazzone di 15 piani.

In Via delle Forze Armate se n'è invece andato il Raimbow, luogo storico per davvero per i milanesi amanti della scena alternativa rock. Anche lì, al posto della discoteca c'è un condominio. Chiuso anche l'Atlantique e l'elenco potrebbe anche andare avanti a lungo, perché negli ultimi dieci anni c'è stata una vera e propria moria di discoteche: secondo l'Epam, l'associazione dei pubblici esercizi dell'Unione del commercio, nel giugno 2003 i locali con licenza da ballo erano 113, oggi sono appena 78. Il che significa che ha chiuso uno su tre.

Il che ovviamente non significa solo che c'è meno offerta per divertirsi la notte, ma anche che tanti posti di lavoro sono andati perduti: 950 lavori in meno per barman, camerieri, buttafuori ecc. ecc. Di mezzo c'è anche l'indotto, visto tutto il personale esterno che viene coinvolto per organizzare eventi e concerti. Ma perché chiudono le discoteche? La ragione non sta solo nella crisi che porta le persone a spendere meno, ma soprattutto le norme sulla sicurezza sempre più rigide e gli obblighi di insonorizzazione, che hanno fatto alzare drasticamente i costi e reso più appetibili le grandi feste private. Una concorrenza contro la quale le discoteche possono ben poco.

E proprio in questi giorni c'è una nuova vittima: lo Shocking sui Bastioni di Porta Nuova. Pronto a lasciare il posto a magazzini e locali di servizio di Eataly, che aprirà il suo nuovo megastore al posto dell'ex Teatro Smeraldo. Ma finirà così per tutti? Al di là del fatto che la crisi sembra colpire soprattutto le grandi discoteche, mentre i piccoli locali che spesso presentano serate anche più interessanti, sono ancora ben attrezzati; se si vuole evitare una moria vera e propria bisogna trovare delle soluzioni che vadano incontro agli esercenti, per esempio utilizzando gli spazi sfitti degli stabili di proprietà del comune.

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