Expo 2015: Lucio Stanca minaccia le dimissioni

Lucio Stanca: Palazzo Reale o muerte

La barzelletta Expo 2015 era partita male, sta proseguendo peggio: prima tra spartizioni e lotte di potere per chi dovesse spendere quei quattro miliardi di euro - ricorderete di sicuro la telenovela Glisenti, a riguardo - ma sembrava si fosse arrivati ad una soluzione con la nomina di Lucio Stanca come ad.

Per carità: un amministratore delegato part time, diviso tra Roma e Milano, tra i Palazzi del Potere di due città distanti circa 600 km l'una dall'altra, ma che pareva mettere d'accordo tutti. Ora non è d'accordo lui per la questione della sede dell'esposizione internazionale e minaccia le dimissioni.

Il Comune infatti applica un canone esosetto per la sede prescelta: 2300 metri quadri a Palazzo Reale, in Piazza del Duomo sapete quanto costano all'anno? Un milione e 150mila euro...

Penati aveva proposto Villa Scheibler, che si trova dalle parti di Rho, non mi sembra faccia così schifo, a costo zero, ma si sa, questa è gente che mira alla sostanza, mica al grano.

Quindi Stanca ha detto no, preferendo sprecare denaro pubblico, per qualcosa che avrebbe potuto avere gratis: è solo una constatazione. In compenso questa clausola del contratto di Stanca rende bene l'idea del personaggio:

Stanca vuole presentare una clausola al proprio contratto per garantirsi comunque il premio di produzione - 150mila euro oltre ai 300mila fissi - se gli obiettivi non saranno raggiunti non per causa propria. Anche su questo punto Carioni è critico: "E' come se l'ad della Ferrari dicesse di meritare la vittoria anche se la scuderia non vince"

Dicesi: mettere le mani avanti.

Lucio Stanca: Palazzo Reale o muerte
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