Expo 2015: il piano per il Padiglione Italia

I comuni si organizzano per proporre le loro eccellenza e dirottare i visitatori dalle loro parti. Lo stand nostrano inizia a muovere i primi passi.

L'Expo 2015 ha ormai completato l'elenco dei paesi partecipanti, quindi è tempo di iniziare a programmare quello che si vuole fare per quanto riguarda il Padiglione Italia. Ieri se n'è discusso a Palazzo Marino davanti ai 150 sindaci accorsi da tutta Italia.

Ognuno di loro con la sua personale idea di come sfruttare la vetrina Expo per il bene delle tante economie locali che dall'esposizione universale sperano di ricavare un po' di ossigeno. Gli obiettivi per tutti sono due: trovare il modo di dirottare i visitatori dell'Expo nei loro paesi e riuscire a ritagliarsi uno spazio nel padiglione nostrano. Che però, avverte il direttore artistico Marco Balich, "non sarà un museo. Si faranno un sacco di cose e tra queste voglio, per esempio, che i bambini facciano la pizza".

Messa così non sembra l'idea più originale di tutti i tempi. Ma è proprio l'originalità a non spiccare dalle proposte dei sindaci, tutti intenti a proporre le loro "eccellenze": chi la rosa canina, chi la cipolla rossa e chi spera che la filiera del latte di Rivolta D'Adda possa diventare un'attrazione per i milioni e milioni (o così continuano a dirci) che varcheranno le soglie di Rho Pero.

L'idea insomma è di portare i prodotti del territorio a Expo e la gente dell'Expo nel territorio. Un do ut des che porta il sindaco di Lecce Paolo Perrone a lanciarsi in una citazione kennediana da brividi: "Non chiederti cosa Expo possa fare per te, ma cosa tu possa fare per Expo". Difficile capire come si possa fare almeno una delle due cose, visto che i sindaci sono tutti alle prese con una cronica mancanza di fondi.

Nonostante la penuria, qualche idea low cost salta fuori: Genova progetta percorsi turistici basati sulla pesca sostenibile e sullo "slow fish"; tra i comuni più piccoli Inzago vuole organizzare, in partnership col Fai, il tour delle ville nobiliari, mentre Levanto (Liguria) - a due passi dalle Cinque Terre - punta sulla sua pista ciclabile costiera. Insomma, meglio provare a sfruttare quello che c'è già.

Per quanto invece riguarda il Padiglione Italia, oltre agli stand regionali, sono previsti palchi per gli spettacoli, installazione sul tema "la gastronomia nella storia" e maxischermi sul turismo gastronomico in Italia. La sensazione, però, è che il tema del "diritto ad una alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutto il pianeta" si stia invece trasformando in un enorme stand enogastronomico.

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