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Bollette e certificati, tutto alle Poste: la rivoluzione parte da Milano

Pubblicato: 04 giu 2009 da Trab

Commenti dei lettori

Alla posta, per una bolletta, il passaporto, e già che ci siamo anche per un certificato di residenza. Oggi si può, chiosa trionfalmente la Moratti “Milano è la prima città al mondo”. In pratica è una piccola rivoluzione che consentirà di risparmiare tempo (e denaro). I cittadini residenti nel Comune di Milano, ma entro luglio il servizio sarà esteso a tutta Italia, potranno richiedere e ritirare i certificati comunali anche all’ufficio postale, senza doversi recare agli sportelli comunali.

Sono 79 gli uffici postali della città e 123 in provincia dotati di “Sportello amico” per richiedere e ricevere certificati anagrafici (residenza, stato di famiglia, cittadinanza, stato libero) e di stato civile (nascita, matrimonio, decesso). Il servizio è garantito al pubblico anche il sabato e in alcuni uffici fino ore 19. Qui potete consultare quello più vicino a casa vostra.

E gli internauti, internet e la rivoluzione digitale? I certificati si potranno richiedere anche online e via mail con possibilità di stampa cartacea del documento allo sportello postale. A breve sarà anche possibile richiedere la certificazione attraverso il telefono fisso, a voce o via fax, e mediante telefono mobile, con un sms o a voce. Per avere maggiori informazioni sul servizio i cittadini possono chiamare l’infoline del Comune di Milano al numero 02.02.02 oppure il numero verde di Poste Italiane 803.160.

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Matteo Collione

    04 giu 2009 - 11:28 - #1
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    Questa è una vera genialatà.
    Così se entro in posta alle 9.00 sono sicuro di uscire per le 12.00
    Peccato che di vera informatizzazione, quella che ti consente di abbattere davvero i costi e i tempi d’attesa, magari stando a casa e rviolgersi ai vari uffici solo per andare a ritirare i documenti, sia ancora un’illusione

  • Lèx80

    04 giu 2009 - 11:39 - #2
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    Già molti dicono “Sarebbe meglio se le poste tornassero a fare soltanto le poste”; con la storia che adesso fanno anche da banca, vendono libri e paccottiglia e simili, le code sono aumentate.

    L’unico rimedio è: fare il più possibile di operazioni on-line; il resto è tutta fuffa.

  • Profilo di Dottor D.

    Dottor D.

    04 giu 2009 - 13:07 - #3
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    Devo dissentire coi due commenti precedenti: a me sembra una bella novità. Più che altro perché, nella mia zona, gli uffici del Comune sono di una lentezza estenuante, mentre la Posta funziona con efficienza svizzera (proprio stamattina ci ho messo venti minuti in tutto per spedire un pacco e ricaricare la Postepay, e c’era anche una discreta coda).

    Se posso fare tutto in Posta, per me è solo un vantaggio.

  • valo66

    04 giu 2009 - 17:07 - #4
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    cominciassero a riparare il sistema che distribuisce i numeri del turno all ufficio di piazza nigra, e’ assurdo che nel 2009 dobbiamo fare la fila come in un paese del terzo mondo quando basta assegnare un numerino e puoi star fuori in attesa fumandoti una sigaretta o facendo altro senza lo stress di quello che vuole scavalcare la fila!!! questo per chi deve ritirare raccomandate o pacchi (quell ufficio e’ il riferimento per numerosi cap di milano nord…)

  • Profilo di markk0

    markk0

    04 giu 2009 - 17:24 - #5
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    tutto bello, peccato che sull’osceno sito delle Poste il form di ricerca non funzioni manco a prenderlo a calci…

    …come si dice, chi comincia bene è a metà dell’opera.

  • Profilo di papof

    papof

    04 giu 2009 - 17:45 - #6
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    L’idea sarebbe bella se le poste funzionassero veramente….
    Concordo anch’io che di vera informatizzazione ancora non se ne veda traccia.
    Alla posta dove vado io di norma, oltra a svanire nel nulla le spedizioni, tra quello che và a bere il caffè, l’altra che è a fare la spesa ecc. ecc. anche quando ci son solo io, l’attesa è costante di mezz’oretta almeno. Il numero verde poi è totalmente inutile: non rispondono e se lo fanno non si cava un ragno dal buco. Se si prova poi a fare un reclamo o una segnalazione è la fine! Nel senso che come l’hai fatta è finita lì.