Recensioni: il Sacro Cuore Shop Cafè, la nuova creperia della Bovisa


Mangiare e bere spendendo meno di dieci euro a Milano? Si può, anche nella nostra città. Oltre a ristoranti e osterie economiche ci sono locali dove un buon pranzo costa tra i sei e i nove euro. Ritorniamo per le vie della Bovisa, tra la nuova Triennale e il Politecnico, ed entriamo in un nuovo caffè/creperia che sembra più catalano o berlinese che italiano. Parliamo del “Sacro Cuore Shop Café”, via Broglio 25, 20158 Milano, 02 87392695.

Il locale nasce otto anni fa ma i due soci che lo gestiscono – Davide e Michela – da due mesi hanno vestito di nuovo l’ex Todo Modo originale; tra poco cambierà anche l’insegna e il Sacro Cuore avrà il suo nome sulla strada che porta in via Durando. Ha trenta coperti e l’ambiente è destinato nelle loro intenzioni a cambiare sempre. Parola d’ordine: evoluzione. Immagini della Madonna e statuine votive alle pareti perché piacciono a Davide, piccoli tavolini, installazioni sul soffito, un’illuminazione discreta che la sera attira chi dall’università si avvia alla stazione per tornare a casa. C’è anche una parete tematica che ospita le idee degli artisti di passaggio… L’intervista inizia dopo il salto.

Qual è l’idea dietro al “Sacro Cuore”?
Noi non volevamo né una trattoria, né un ristorante, ma un posto dove possiamo usare tazze, bicchieri, piatti tutti diversi – oggetti vintage che andiamo a cercare apposta – senza che il cliente si spaventi… Vogliamo essere un’alternativa, unici; partendo sempre dalla qualità di ciò che serviamo, avere un’ attenzione particolare anche al “contenitore” che è dinamico quanto lo siamo noi. Sai, la gente è abitudinaria, ha poca voglia di novità. Non c’è un riciclo continuo di idee come all’estero. È difficile per un milanese approcciarsi a questo locale.

Che tipo di clientela avete?
La più varia, dalla gente che nel quartiere ci vive ai professori della Bovisa, dalle tavolate di studenti italiani e stranieri (tedeschi, spagnoli, francesi…) a chi viene qui al Sacro Cuore dalla palestra, tre numeri più avanti, fino ai tatuatori dei laboratori qui vicino che vengono a fare colazione. Oppure persone che apprezzano la musica che mettiamo nel locale, stile Monte Carlo Nights, la nostra colonna sonora del venerdì sera, insieme a quella che scoviamo noi.

Una creperia, non ce ne sono tante a Milano…
Sì, è l’unica caratteristica che abbiamo mantenuto del vecchio locale. Facciamo crêpe salate e crêpe dolci, da quella classica a quella con le fragole e crema chantilly. Però abbiamo soprattutto un’offerta di yoghurt cui accompagniamo i cereali, il miele, il melone; e ancora i frullati e le macedonie – facciamo rifornimento di frutta fresca quotidianamente -– o tutti i tipi d’insalate. Al nostro aperitivo trovate quiche alle verdure, farro, cous cous…

A pranzo posso passare quando voglio?
Beh, sentiamo molto il calendario universitario. La fascia oraria 12:30/14:45 è quella critica, ci sono giorni in cui abbiamo la gente fuori addossata alle vetrine tanto è pieno, altri no ed è facile sedersi. Abbiamo un menù molto vario che articoliamo in sei proposte diverse; ci sono tanti piatti differenti per ogni giorno della settimana, seguendo l’ispirazione della cuoca – Michela arriva da un famoso ristorante della città e il suo gusto lo trovate dai primi al dolce. E infine il sabato il brunch, 9:00/14:30, che richiama in particolare i residenti della zona.

Gli altri giorni chiudete alle 19:30. E invece com’è il vostro venerdì sera?
Abbiamo l’aperitivo che diciamo noi. Diventiamo un locale molto serale – sorride Michela –, quando fuori fa buio dentro è tutto soffuso, illuminato da queste piccole luci che aiutano a creare un’atmosfera particolare tanto da incuriosire la gente che passa. Facciamo la sangria e rimaniamo aperti fino alle 24:00; c’è una ragazza che ci aiuta con i cocktail e vogliamo anche coinvolgere un dee-jay. E poi, dato che non siamo in una zona centrale, tutt’altro, possiamo permetterci prezzi modici: mangi e bevi con cinque euro.

Un aneddoto che volete condividere con noi riguardo a questi primi mesi?
Per via del nome ci hanno chiesto se siamo il locale di un’associazione religiosa… Oppure un professore ci ha detto di sentirsi poco a suo agio a mangiare attorniato da icone mariane… ma viene tuttora. Instauriamo un dialogo continuo con la clientela; anche se per adesso dobbiamo accontentarci, sperimenteremo il più possibile. Desideriamo che sia uno Shop Café appunto, forzando il più possibile quella rigidità milanese per cui un locale dedito alla ristorazione non può essere insieme un negozio-laboratorio. Dove sta scritto?

Grazie all’esperienza e alla curiosità di Michela dietro al banco potete scordarvi il pranzo della tavola calda, quando trovate la pasta al forno è fatta la mattina per il mezzogiorno. L’irrequietezza di Davide e i suoi trascorsi nelle Belle Arti fanno il resto e per chi ama le novità il Sacro Cuore avrà sempre in serbo sorprese, in una periferia che deve solo essere scoperta. Accorgersi che Milano è da conoscere in tutte le sue zone, magari per una volta cambiando quartiere, persino andando “lontano” come in Bovisa, ne vale davvero la pena.

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