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Performance di photo-exhibitionism al "sexy-shop" di lusso: reportage e qualche foto

Pubblicato: 21 mag 2009 da Gianluca Longhi

Commenti dei lettori

Angelique DeVil. Foto e reportage

Un accattivante invito rosa mi apre le porte del negozio Angelique DeVil, in via Cerva 7, ad un tiro di schioppo da Piazza san Babila, in occasione della performance “Erotic self portraits for Angelique DeVil” ovvero “autoscatti erotici fashion PhotoExhibitionism - per raccontare la dimensione sensuale quotidiana”. Certo, per chi lavorasse per la Evil Angel di Joe Stagliano, quella sarebbe la dimensione erotica quotidiana.

Naturalmente, prima di recarmi a questo micro-evento sexy-radical chic Milanese ho cercato qualche info, soprattutto per trovare una risposta alla legittima domanda “Chi o cosa è Angelique DeVil?” In qualche modo sfumato (come richiede il marketing del lusso) ci dà delucidazioni il sito internet:

Sarò una guida, una regina, ma sarò lontana. Sarò a ricercare nuove strade, a conquistare per voi terre inesplorate di piacere, come quelle disponibili della mia boutique.

Angelique DeVil è un negozio specializzato di lingerie e articoli erotici di lusso. O meglio: prendete un sexy shop, patinatelo, usate un lessico ondivago, non chiamate Maurizia Paradiso come testimonial, adottate parole come Sex Toys invece che “dildo e falli di gomma”, piazzatelo in centro a Milano e non lungo una Statale Brianzola, usate jazz sofisticato come colonna sonora e non Gigi D’Alessio. Ecco, state cominciando, mattone dopo mattone, ad edificare una boutique di questo tipo.

Angelique DeVil. Foto e reportage
Angelique DeVil. Foto e reportageAngelique DeVil. Foto e reportageAngelique DeVil. Foto e reportageAngelique DeVil. Foto e reportage

Poi c’è la merce all’interno. Non made in china plastificata, ma dotata di anima, merce con cui si può fare, tête-à-tête, una conversazione filosofica sui massimi sistemi. Questa è l’idea che il negozio/ boudoir riesce a conferire ad un lucidalabbra che regola la temperatura dei baci o ad un paio di manette scintillanti.

Arredo sadiano-barocco, moquette rossa sul pavimento, vibratori che agiscono a ritmo di musica (ops, qua si chiamano vibro-coccole e possono prendere la forma erotica di un delfino), corsetti e pasties (copricapezzoli) piumosi, lingerie sexy targata Dita Von Teese, scudisci imperlati Swarovski per gli amanti del luxury-Bondage.

Angelique DeVil. Foto e reportageAngelique DeVil. Foto e reportageAngelique DeVil. Foto e reportageAngelique DeVil. Foto e reportageAngelique DeVil. Foto e reportage

La performance: una splendida modella russa di 23 anni, Marina Danilkina, si mette in posa e si fotografa con un apposito “telecomando” autoscatto collegato alla sua macchina fotografica Nikon D 40X. Sul suo sito internet Marina scrive:

intanto il virus del fashion fotoesibizionismo peggiora e si diffonde sempre più dentro me. Se devo essere sincera, durante uno degli ultimi shooting ho anche raggiunto un orgasmo.

Si, a sentire lei è nata una nuova tendenza nella moda, il foto-esibizionismo.

Prima volta nella storia della fotografia professionale modella e fotografa sono la stessa persona.

Non mi resta che chiedere la sua amicizia su facebook.

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Nicola Ottomano

    Nicola Ottomano

    21 mag 2009 - 14:24 - #1
    1 punto
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    E tutto questo per vendere mutandine e capocchioni di gomma a prezzo maggiorato?
    Gli stessi identici articoli che troveresti in un qualsiasi sexy shop di Milano alla metà del prezzo?

    Ma vaaaaa….

  • Daniele.93

    21 mag 2009 - 15:32 - #2
    0 punti
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    Scusate ma che cosa è quel robo nella foto nr.4 ??

  • Profilo di walter67

    walter67

    21 mag 2009 - 16:51 - #3
    2 punti
    Up Down

    sembrerebbe proprio il fucile dello zaino protonico dei ghostbusters.
    Si, senza dubbio alcuno

  • Maxolo da mò

    21 mag 2009 - 17:36 - #4
    0 punti
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    e la spada laser di i ANA(L)KIN SKYWALKER no?

  • Angélique

    22 mag 2009 - 18:26 - #5
    0 punti
    Up Down

    Gentilissimo signor Longhi,

    il suo articolo mi ha ricordato un episodio che mi è capitato anni fa.
    Ero stata a un meraviglioso concerto di una celebre rock star internazionale, e l’indomani avevo comprato un noto quotidiano nazionale, curiosa di leggere l’opinione di un altrettanto noto critico musicale. Con mio grande stupore il pezzo abbondava di dettagli concreti (abiti indossati dai musicisti, scenografia, brani) che svelavano che chi scriveva, non solo non era stato al concerto, ma non si era neanche documentato.
    Nel suo caso la presenza all’evento Angélique DeVil non è stata sufficiente a completare il lavoro di documentazione che rende la professione del giornalista tale.
    Ciò è evidente sia rispetto ad alcuni dettagli che lei cita (la nostra moquette non è rossa, ma è viola. Non le scriviamo che è “African Violet” perché l’etichetta di “patinate” ce la siamo già conquistata;
    Non abbiamo lingerie brandizzata Dita Von Teese, malgrado la stimiamo in quanto spirito libero, creativo e molto raffinato. Proprio come Angélique) sia dalle personalità a cui ci accosta (con il rispetto dovuto per il lavoro del Sig. Stagliano, è piuttosto evidente che i nostri universi sono lontani. Abbiamo dovuto – noi, questa volta- documentarci in materia perché non lo conoscevamo. E… per curiosità: perché ce l’ha con Maurizia Paradiso e Gigi D’Alessio? Almeno loro fanno bene il loro lavoro).
    Inoltre, la “merce” che lei cita sono prodotti che scaturiscono da un’attenta e continua selezione e creazione, con criteri di qualità, esclusività, raffinatezza e alto contenuto di design.

    L’eros è nella vita di tutti, ma la differenza sta nelle sfumature.
    Il nostro concept store offre spunti e suggestioni per l’immaginario erotico, per le donne raffinate e per gli uomini che le amano. Per chi non coglie queste differenze probabilmente non c’è alcuna differenza. E’ un po’ come non distinguere tra il baccalà e il salmone: per alcuni è sempre un prodotto ittico (con tutto il rispetto per il baccalà che, nel contesto giusto, ha un suo perché).

    E ora, la parte seria: mi rende triste vedere che spesso in Italia si faccia fatica a comprendere concetti quali design, qualità e concept store. Trovo inoltre che sia profondamente ingiusto liquidare un duro lavoro creativo di anni, che ha visto il coinvolgimento di professionisti di vari settori e l’impegno di tante persone competenti, con una definizione banale quale “sexy shop di lusso”.

    A questo punto, non mi resta che invitarla qui da Angélique DeVil per una visita guidata per approfondire la conoscenza del nostro…. salmone.

    Angélique

  • Profilo di Gianluca L.

    Gianluca L.

    23 mag 2009 - 11:51 - #6
    0 punti
    Up Down

    Gentile Angelique Devil,
    la ringrazio per le precisazioni e le correzioni. Mio obiettivo non era bistrattare il suo concept store, ma evidenziare le “sofisticazioni” che lo rendono diverso da un normale sexy shop, naturalmente in tono ironico, senza voler sminuire il duro lavoro che c’è dietro.
    C’è salmone e baccalà, come dice lei. Ma vengono venduti dal medesimo pescivendolo.

  • Angélique DeVil

    25 mag 2009 - 19:47 - #7
    0 punti
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    Per amore della chiarezza…

    Concordo pienamente. Infatti la differenza la fa lo chef che sceglie con cura gli ingredienti e li unisce con creatività e tocco assolutamente personali. E da Angélique DeVil si tratta di ‘Haute Cuisine’ per palati raffinati.
    Sono le piccole differenze che fanno la differenza.
    Le rinnovo l’invito a venire nel nostro concept store e, questa volta, a presentarsi: avremo modo così di illustrarle personalmente la nostra ‘cucina’.
    Cordialmente

    Angélique DeVil