Officine Ansaldo ex OCA: la protesta di Social Art Center continua

Non è un'occupazione, ma il tentativo di mettere in atto un'autogestione degli spazi dell'ex Ansaldo destinati all'espressione della creatività e dei progetti del mondo giovanile. Protesta contro il peso della burocrazia

Qualche giorno fa i ragazzi di Social Art Center erano entrati all'Ansaldo in segno di protesta contro l'Amministrazione e gli infiniti strascichi burocratici che si erano innescati. Lo spazio è vuoto, in attesa di restauro, abbandonato al suo destino. Il bando per l'assegnazione degli spazi, ai tempi dell'OCA gestiti da Barley Arts, arriverà a gennaio, ma, secondo i ragazzi di Social Art Center interpellati da Giornalettismo.com, evidentemente "qualcosa bolle in pentola, altrimenti non si spiegherebbe il ritardo nel bando ma la continuazione dei lavori".

Ora la protesta continua all'ingresso degli spazi Ansaldo con un banchetto informativo. Nei giorni scorsi i ragazzi hanno avuto minaccia di sgombero forzato e la visita della Digos. Anche se i ragazzi di Social Art center, ci tengono a sottolineare, non hanno fatto un’occupazione ma una protesta, l’estremo tentativo di mettere il Comune di Milano di fronte alle proprie responsabilità ed ai propri impegni. Una risposta dovrebbe arrivare da Pisapia nelle prossime ore, con il Sindaco che ha già proposto una mediazione. Ma cosa chiedono i ragazzi che in passato hanno lavorato all'interno di OCA per conto di Barley Arts? Semplice, gestire gli spazi dell'Ansaldo, non tutti, con un progetto partecipativo strutturato che partirà il 12 ottobre:

Qui nessuno sta chiedendo un regalo, questo è un progetto animato dalla volontà di 100 persone che sperano di lavorare. Non chiedono uno spazio ma solo la possibilità di partecipare al bando manifestando una proposta che non coinvolge neanche tutti i 14.000 metri quadri. Abbiamo paura che il Comune possa prendere l’idea per poi strutturare un bando che potrebbe essere vinto da un soggetto più danaroso, visti i precedenti (il bando del 2012 prevedeva che il vincitore proponesse delle garanzie ed una fidejussione bancaria di 300 mila euro)

Dal Comune, per il momento, solo risposte vaghe. Insomma, pare che il Comune brancoli nel buio. I ragazzi pongono l'accento sulla necessità di avere spazi aggregativi organizzati in maniera orizzontale e non mediante la supervisione di una società che aveva come priorità il lucro, come accaduto in passato. Purtroppo però, secondo i giovani, a Palazzo Marino si pensa ancora ad una struttura verticistica che controlli tutto e che pensi da sola ad attivare laboratori, feste, eventi. "Poi magari accade come in passato che un’azienda prenda possesso del posto, organizza eventi che magari si rivelano un flop, si riempia le tasche, smonti e saluti". Per conoscere il progetto di Social Art Center c'è il sito.

Blitz all'OCA: riappropriazione temporanea delle Officine Ansaldo

L'esperimento OCA è congelato in attesa di un nuovo bando. Parte dell'edificio è in ristrutturazione, ma nel frattempo un gruppo di associazioni artistiche giovanili che hanno deciso di rientrare nell'ex Spazio Ansaldo di via Tortona. "Non un'occupazione, ma una riappropriazione".

Il gruppo di giovani, che aveva collaborato alle serate dell'OCA, hanno un progetto definito nei dettagli che vorrebbero discutere con il Comune, "ma la burocrazia ci impedisce di attuarlo", spiega Tommaso Dapri dell'associazione Intellighenzia Elettronica.

Il desiderio dei ragazzi è quello di far rivivere gli 8mila metri con il progetto Social Art Center, un progetto quasi a costo zero per le casse comunali per dar vita a laboratori, residenze artistiche, eventi, negozi, mostre e collaborazioni internazionali. La protesta contro la burocrazia durerà o si dissolverà in una bolla di sapone? Si vedrà, intanto i ragazzi aspettano una dichiarazione del Comune, che ancora latita.

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