
E’ una via problematica, anzi forse la via più problematica di Milano. In questa lingua di asfalto lunga poco meno di 200 metri i problemi sembrano non finire mai: l’eterno cantiere di Piazza XXV Aprile, a cui si aggiungono i problemi di ordine pubblico e la movida selvaggia. Gli Steward di tempo fa erano un benda per una ferita troppo copiosa. In un recente articolo su una free press cittadina il portavoce del Comitato Corso Como-XXV Aprile Giovanni Amigoni getta benzina sul fuoco. Se la prende con il cantiere per la costruzione dei parcheggi sotterranei che avrebbe spostato il flusso di nottambuli in corso Como. E poi ancora con i locali, rei di non rispettare gli orari di chiusura. Secondo il portavoce i controlli sarebbero inesistenti e la pattuglia della Polizia latita. Insomma anarchia pura. Per Marco De Padova, proprietario del Dom Caffè e presidente dell’Associazione Pubblici Esercizi di Corso Como, la situazione è ben diversa, ci sono gli spacciatori, i maleducati e i baracchini che vendono birra e alcolici a qualsiasi ora del giorno e della notte.
Vi accusano di non rispettare gli orari di chiusura…
E’ assurdo. Abbiamo il permesso di tenere aperto fino alle 3. Nessuno di noi sfora. Il problema è un altro.
Quale?
Le discoteche nelle vie limitrofe. Quando chiudono (alle 3 / 4) la via è deserta, sono proprio questi i momenti più delicati perché la gente che esce urla, orina per strada e si ferma ai baracchini. Altro problema.
Baracchini selvaggi?
In sosta tutta la notte a vendere bottiglie di birra. Dopo una certa ora il corso e i dintorni si trasformano in una pattumiera a cielo aperto. Tutte quelle bottiglie di birra non le vendiamo noi, ma i baracchini. Mi chiedo perché loro possano vendere alcolici a qualunque ora della notte.
I Comitati lamentano anche scarso controllo delle forze dell’ordine…
E’ assurdo. Grazie al nostro interessamento da circa un anno una pattuglia della Polizia pattuglia quotidianamente il corso e i dintorni. A questo si sono aggiunti anche i militari. Nella maggior parte dei casi siamo noi a fare le segnalazioni: spaccio, risse. Ovviamente non possono fare miracoli, ce ne vorrebbero almeno 4 di pattuglie. E poi c’è il problema dello spaccio.
Spaccio. Altro problema endemico della zona.
Ormai la zona è diventata una zona di spaccio. Sono tante le persone che vengono in Corso Como per comprarsi la coca, che si può trovare facilmente nelle vie limitrofe. Spaccio favorito anche dal cantiere che non permette alle forze dell’ordine di avere il controllo totale della situazione e di intervenire tempestivamente in caso di necessità.
Come locali voi cosa fate per arginare gli schiamazzi?
Molto. Anzitutto con maggiore sorveglianza alla porta. Cerchiamo di calmare la gente, richiamando gli avventori più rumorosi alla calma, al rispetto del vicinato. Ma la cosa è davvero difficile.
Per quale motivo?
La maleducazione. E’ endemica. Sono molti i ragazzi che ti mandano letteralmente a quel paese se gli dici di non urlare in un megafono o di non spaccare le bottiglie per terra.
Quindi sei consapevole del fatto che c’è un problema di ordine pubblico.
Sono perfettamente consapevole, io stesso ci abito in zona. Ma è un assurdo dire che la colpa è dei locali. I principali clienti dei nostri esercizi sono gli stessi residenti. Noi cerchiamo di fare del nostro meglio, ma, torno a ripetere, la maleducazione è il vero problema.
Rimedi?
Rimandare tutti a scuola…
Lapo
03 giu 2009 - 12:50 - #1Rimedi?
Rimandare tutti a scuola…
pure i genitori però
Pìgnolo
03 giu 2009 - 16:19 - #2Piazza “XXV Maggio” nasce dall’unione tra piazza XXIV Maggio e piazza XXV Aprile?
markk0
03 giu 2009 - 18:19 - #3considerata l’utilità per il genere umano della fauna abituale di corso Como, il problema potrebbe essere risolto alla radice mediante l’impiego di una decina di escavatori guidati da romeni rigorosamente clandestini e ubriachi…
markk0
03 giu 2009 - 18:20 - #4ah, e il presidente dell’Associazione Pubblici Esercizi di Corso Como si andasse a cercare un lavoro (vero)…
ginogino
03 giu 2009 - 21:16 - #5ma perché negli ultimi 20 anni hanno dato il permesso di aprire 1 milione di locali tutti vicini in zone abitate? Vedi zona Navigli, Sempione e Corso Como?
Poi chiaramente i problemi sono esplosi: da un lato si impedisce ai giovani di divertirsi, dall’altra si vieta ai residenti la possibilità di dormire…
FrankDj
04 giu 2009 - 08:43 - #6E’ tanto che non vado in Corso Como.
Ma so che la maleducazione è diffusa.
Forse Lapo ha ragione a sottintendere che anche i genitori dovrebbero avere il loro ruolo: quello di educatori, oltrechè genitori, appunto.
plaza
04 giu 2009 - 11:37 - #7Non potrei essere più daccordo con ginogino. E’ ovvio che se permetti a 20 locali di aprire uno affianco all’altro poi verrà fuori il degenero.
sbirulina
04 giu 2009 - 18:47 - #8ah sì, ah sì se non fosse che per aprire i locali non serve la più licenza da dopo la legge bersani…. :D
quindi continuare a chiedersi perchè tanti locali aprano vicini è come chiedersi perchè non c’è più solo la SIP per telefonare.
plaza
05 giu 2009 - 19:46 - #9ah! nun lo sapevo
DEMOTURN
30 gen 2010 - 10:01 - #10Dagli articoli risultano attivi diversi comitati:
ROMA VIVERE TRASTEVERE - Dina Nascetti
MILANO COMITATO PROARCO - Marco Cogliati
MILANO COMITATO PROARCO SEMPIONE - Madela Canepa
MILANO COMITATI DEI NAVIGLI - Gabriella Valassina
MILANO COMITATO RIPA DI PORTA TICINESE - Ana Brala
MILANO COMITATO CORSO COMO XXV APRILE - Giovanni Amigoni
PADOVA www.sospadova.it/Programma.htm - Marco Trevisan
PISA COMITATO LA CITTADELLA
IMPERIA COMITATO DEL PRINO - Orlando Baldassarre
Dove sbagliano i residenti?
Sbagliano nel pensare che sono in guerra coi 4 gatti di esercenti, o coi giovinastri balordi (in nettissima minoranza tra i giovani), o coi clandestini: no, sono in guerra col regime, con lo stato, con le famiglie padrone dello stato, che questo degrado hanno voluto, studiato, perseguito e imposto (al pari dell’immigrazione clandestina) contro la volontà del popolo, per i loro interessi e per la perpetuazione di un potere scadente e imposto.
DEMOTURN
30 gen 2010 - 10:03 - #11Dove sbagliano i residenti?
Sbagliano nel pensare che una qualche pubblica autorità possa render loro giustizia. Come un servo in guerra personale col suo padrone che va a elemosinare giustizia a un altro lacchè del padrone, meglio pagato di lui.
Occorre creare comitati di autogestione del quartiere, ronde numerose e ben organizzate, e collegarsi stabilmente coi comitati di altri quartieri e di altre città. E inscenare insieme manifestazioni di protesta eclatanti.
Occorre un aggregatore nazionale dei comitati dei cittadini stabile, ben organizzato e con referenti politici. Occorre costituire una vera e propria lobby, capace di gestire consistenti pacchetti di voti. Occorre essere più organizzati, efficienti e competitivi delle famiglie padrone.
E tenere dentro casa i propri figli adolescenti, se non si vuole che il regime li riduca dei delinquenti tossici e alcoolizzati.
DEMOCRAZIA TURNARIA