Funerali di Lea Garofalo: cerimonia civile in Piazza Beccaria sabato 19 ottobre

Alle esequie, che si svolgeranno a Milano per volere della figlia, parteciperanno il sindaco Pisapia e il presidente di Libera Don Ciotti

Lea Garofalo, la collaboratrice di giustizia uccisa dalla 'ndrangheta il 24 novembre 2009, avrà il suo funerale.

E' stata infatti stabilita la data: sarà una cerimonia civile, in Piazza Beccaria, sabato 19 ottobre. Le esequie si terranno a Milano, come da richiesta della figlia di Lea, Denise, ora sotto protezione.

Saranno presenti il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, e il presidente di Libera don Luigi Ciotti.

L'associazione ha lanciato l'iniziativa 'Io vedo, io sento, io parlo! E tu da che parte stai?': si chiede di appendere nei locali pubblici, sui palazzi, sui balconi, dappertutto, una bandiera o un lenzuolo con scritto 'Io vedo, io sento, io parlo' e il viso di Lea.

La storia di Lea Garofalo

Dopo aver deciso di testimoniare sulle faide interne tra la sua famiglia e quella del suo ex compagno Carlo Cosco Lea Garofalo, diventata testimone di giustizia, era stata sottoposta insieme a Denise ad un regime di protezione dal 2002.

Nel 2006 la Garofalo e la figlia - che nel frattempo erano state trasferite a Campobasso - vennero estromesse dal programma. Dopo una serie di ricorsi, prima quello bocciato al Tar e poi quello accettato al Consiglio di Stato, Lea venne riammessa.

Nell'aprile del 2009 decise di rinunciare ad ogni tutela e nel novembre scomparve, dopo essersi recata ad un appuntamento con Cosco. Già nel maggio 2009 la donna era sfuggita ad un tentativo di rapimento. Celebri le immagini di madre e figlia lungo i viali che costeggiano il cimitero Monumentale: sono gli ultimi fotogrammi in cui si può vedere Lea viva.

La donna venne rapita da Massimo Sabatino e Carmine Venturino in strada. Venne poi consegnata a Vito e Giuseppe Cosco, che la torturarono per ore per farla parlare e poi la uccisero strangolandola. Il corpo di Lea venne portato in un terreno nella frazione di San Fruttuoso (Monza), venne bruciato all'interno di un bidone metallico e sepolto.

Per l'omicidio della donna la Corte d'assise d'appello di Milano nel maggio scorso ha confermato i quattro ergastoli per Carlo Cosco, Vito Cosco, Massimo Sabatino e Rosario Curcio. Per Carmine Venturino la pena è stata ridotta a 25 anni e gli sono state riconosciute le attenuanti generiche. Assolto Giuseppe Cosco, che però dovrà comunque scontare dieci anni per traffico di droga.

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