Recensioni: il locale inaspettato di Paolo Sarpi, l'"Omelette & Baguette"

Omelette&Baguette

Mangiare e bere spendendo meno di venti euro a Milano? Si può, anche nella nostra città. Ci sono ristoranti e osterie che hanno il merito di offrire un buon pranzo o permettono di uscire a cena pagando un conto onesto. Alcuni locali riescono a fare ancora meglio, coniugando l’attenzione al prezzo con formule di ristorazione completamente nuove, almeno per il capoluogo meneghino; l’ambiente e il menù offerto dal locale che presentiamo oggi rappresentano una vera novità, o forse una riscoperta, per Milano. Siamo a “Omelette & Baguette”, via Paolo Sarpi 62/64, 20154 Milano, 02 45488823.

All’inizio del 2008 apriva a Milano un locale insolito. Nelle intenzioni dei soci fondatori si proponeva come una sorta di laboratorio, dove sperimentare una formula di ristorazione insieme vecchia e nuova. Il nucleo originario del progetto s’ispira, infatti, alla vecchia latteria milanese che ti vendeva il latte, il formaggio e le uova e ti faceva il caffelatte, la frittata e il frappé. I colori delicati delle pareti, il pavimento di legno, il tavolino bianco da tinello, il servizio sono invece il frutto di una ricerca volta a far sentire l’avventore a casa propria. Dopo un anno e mezzo l’esperimento può dirsi riuscito tanto che apriranno a breve altri tre punti identici a Bologna, Parma e Spezia… ne discutiamo con il signor Marchi di fronte a un caffè. L’intervista inizia dopo il salto.

Come mai avete scelto di chiamarvi “Omelette & Baguette”?
Inizialmente doveva essere “Latterie Italiane”, poi ci siamo resi conto di quanto purtroppo fosse un nome poco spendibile internazionalmente; in mercati stranieri dove contiamo di espanderci in futuro non avrebbero capito subito il nostro tipo di offerta. Allora abbiamo pensato a due tra i nostri prodotti che, sebbene non italiani, ci facessero riconoscere al volo. E’ nato così questo binomio, musicale e simpatico insieme, che poi rimane anche in mente.

Che tipo di clientela si accomoda ai vostri tavolini?
La più varia. Ti faccio un esempio. Domenica scorsa c’era la figlia di un grande editore e a mangiare a una sedia di distanza due operai, poi c’era il politico di Palazzo Marino accanto alla famigliola papà, mamma e bambini al completo, all’altro tavolino ancora la coppia in piena fase d’innamoramento. Qui da noi i clienti vengono perché sanno di non essere aggrediti, possono finalmente rilassarsi avendo ciascuno la propria identità senza patemi.

Come vi trovate in questo quartiere di Milano?
La collocazione del locale in Paolo Sarpi è dovuta alla casualità – così come la sua struttura organizzata su due piani e i suoi novantaquattro coperti –. Potevamo essere diversi e in qualunque altro punto della città. La risposta del quartiere è stata però entusiasmante e sono stati contenti della nostra apertura. Adesso stiamo aspettando anche una vera zona pedonale invece di questa ZTL; pare che l’amministrazione comunale avvierà i lavori con il nuovo anno, vedremo.

Avete uno spazio operativo a vista con tutti gli ingredienti…
Certo. Il cliente così può vedere cosa gli mettiamo nel panino, fatto rigorosamente al momento, o le foglie di insalata che diventeranno la sua insalatona di pollo o di straccetti di manzo. Le nostre baguette e tutti i prodotti da forno sono d’importazione francese. Il nostro è un servizio espresso agli antipodi del classico bar milanese con i panini già pronti ammonticchiati uno sull’altro. Noi lo facciamo sedere il cliente, non lo facciamo mangiare in piedi facendogli anche spendere uno sproposito. Perché prenderlo in giro quando possiamo farlo stare bene?

In un anno e mezzo la vostra formula è piaciuta molto…
Prima i nostri clienti si sono incuriositi, una volta provati offerta e servizio si sono fidelizzati e addirittura adesso quasi hanno sviluppato una sorta di affetto per “Omelette & Baguette”. E’ bello sentire gratitudine da parte dei propri avventori. Abbiamo dei precisi punti fermi: per noi la qualità non è un privilegio, è un diritto; l’attenzione personale per il cliente è un presupposto irrinunciabile; non esiste un coperto da pagare. E se capiti alle nove e ti serve il latte ce l’abbiamo, come accadeva nelle vecchie latterie…

Un aneddoto per chi ci segue?
Poco tempo fa, una signora seduta a quel tavolino per la colazione, guardando me e il mio socio, ha esclamato: “Ma sapete che se si spargesse la voce di una vostra imminente chiusura per problemi economici i vostri clienti farebbero la fila per tenervi aperti?”. E una signora seduta all’altro tavolino: “La prima quota la metterei io!”. Sono soddisfazioni. Senz’ombra di dubbio il nostro è un progetto commerciale ma coloro che vengono nel nostro locale hanno compreso che alla base c’è una rinnovata cultura del pasto basata sul rispetto per se stessi, per gli ingredienti che utilizziamo e, perché no? Per il prossimo.

Un’omelette prosciutto e formaggio – enorme, fatta con tre uova – e insalata per contorno (5,50€), una bottiglia da 75cl di acqua (2,00€) e un caffè (0,90€); vi assicuro che sarete sazi e se proprio volete strafare ci sono anche i dolci… E’ posto all’inizio di Paolo Sarpi arrivando da corso Sempione; ci parcheggiate davanti il motorino, entrate e spendendo dieci euro vi rallegra l’umore e vi rimane anche il resto in tasca. Domenica brunch a 20€. Provatelo.

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