
La Street art “da calpestare” che abbandona i muri per dedicarsi ai tombini. E’ la bella iniziativa che, da giovedì e per tutta l’estate, colorerà Zonatortona con le “tele” degli artisti, i tombini di Metroweb, titolare della più grande rete di fibre ottiche in Europa che copre capillarmente l’area metropolitana di Milano (la città più cablata d’Europa).
La società che ingloba Fastweb, in occasione del decennale di attività, ha ideato “Sopra il Sotto - Tombini Art raccontano la Città Cablata“, mostra open air di tombini in ghisa reinterpretati da sedici street artist selezionati dal curatore Davide Giannella, con la direzione artistica di Gisella Borioli. Sono 108, 2501, Abbominevole, Bo130, Bros, Dem, El Gato Chimney, Faust, Luze, Maba, Microbo, Ozmo, Pho, Santy, Sten&Lex, Ufo5. In totale 30 tombini di diverse dimensioni che raccontano il mondo sotterraneo della fibra ottica.
Sopra il Sotto - Tombini Art raccontano la Città Cablata
paolohigygpfas
08 giu 2009 - 13:54 - #1Questa è ottimo arredo urbano… Da riproporre!
L’unica problema sono i babbei che rubano i tombini, figuriamoci poi se sono firmati da artisti… Sigh.
Vorrei un’Italia dell’arte che abbia più rispetto per le cose belle…e sappia premiare le idee
Maxolo da mò
08 giu 2009 - 14:32 - #2Anche se tra gli “artisti” ci sono delle vere e proprie bestie questi lavori mi piacciono molto, è comunque un chiaro segno che i writers possono fare di meglio che del puro vandalismo ed è anche un segno che una citta con delle buttate di colore nei posti più impensati ne migliorano di molto l’aspetto (ci avessero pensato prima). Un vandalo firmando un muro si sente ricompensato di una notorietà che arriva solo a coloro che lo disprezzano per aver rovinato una casa, un treno o una città intera, ma può essere che questa mandria di street vandals ha cambiato modo di operare perchè Metroweb paga? La gente quindi si deve sentire ostaggio di 4 banditi che smettono di deturpare tutto solo in cambio di denaro? Sono sempre dell’idea che un graffio di vernice su un muro è brutto e và perseguito e condannato severamente, mentre un murales in uno spazio consentito è bello da vedere ed è sorprendente per l’abilità di chi lo realizza se è capace di dare tridimensionalità e realismo a quello che era un’insignificante muro piatto, speriamo che questi 30 tombini diventino molti di più se si considera che i muri taggati sono infiniti…
walter67
08 giu 2009 - 14:45 - #3totalmente d’accordo con Maxolo da mò
Ogni muro, portone, serranda, vetrata di Milano è imbrattata da questi animali privi del più basilare senso civico: multa esemplare + ore di servizio sociale a ripulire le porcherie loro e dei loro colleghi
Alessio Proietti
08 giu 2009 - 18:22 - #4I writers sono una cosa, chi tagga sono altro…
Le vere e proprie opere di street art sono rare e fatte da veri artisti, le tag sono fatte da chiunque, basta una ragazzetto con un pennarello…