Recensioni: questa sera mi fermo al "Melabevo" per l'aperitivo

Melabevo

Mangiare e bere spendendo meno di venti euro a Milano? Si può, anche nella nostra città. Ci sono ristoranti, enoteche e osterie che hanno il merito di offrire un buon pranzo o permettono di bere ottimi vini al loro giusto prezzo. Alcuni locali poi si trasformano nel tempo, passano di mano cambiando di gestione… fino a trovare ancora una volta quella giusta. Oggi chiacchieriamo con Liliana Sarais che da due anni e mezzo trovate dietro il bancone e le due vetrine di questo wine bar a pochi passi da largo Foppa e dalla fermata Moscova della Linea Verde. Entriamo così al “Melabevo”, via Alessandro Volta 14, 20121 Milano, 02 29063385.

A metà Novecento avreste trovato in queste due sale una tipica latteria milanese, diventata il più classico dei bar cittadini alla fine del secolo e in seguito, a cavallo del Millennio, l’enoteca “Cippirimerlo” che forse qualcuno di voi ricorderà. Ma non era ancora finita: a marzo 2007 i fratelli Sarais, appartenenti a una storica famiglia di ristoratori, rilevano la licenza e inaugurano il loro locale. Pareti dai colori chiari, libri e bottiglie di vino dappertutto, tavolini e sedie rigorosamente di legno. I coperti sono venticinque che all’ora di pranzo servono tutti per far sedere a mangiare chi nel quartiere ci lavora o ci passa al volo. Da un mese Liliana è rimasta da sola al timone dell’enoteca e le rubiamo qualche minuto prima dell’ora dell’aperitivo per farci raccontare il suo wine bar. L’intervista inizia dopo il salto.

Come cercate di differenziarvi dagli altri locali della zona?
Abbiamo le etichette che “dobbiamo” avere, ci mancherebbe. Però in genere prediligo produttori sì conosciuti ma non grandissimi, insieme a quelli più piccoli che però a mio giudizio meritano e che sono riuscita a conoscere personalmente. Tantissimi italiani e tra gli stranieri, oltre alla Francia, ho degli Sauvignon neozelandesi e anche un vino argentino! Chi beve l’aperitivo da me paga in base al bicchiere di vino che prende (tra i 3,5 e i 7€) e insieme trova stuzzichini più sani di quelli soliti da Happy Hour: verdurine, frittate, insalate di riso, salsa satziki, pane con olio extra vergine di olive, pane e pomodoro…

E’ stato faticoso abituare i vostri clienti ai nuovi orari dell’enoteca (12:30-00:00)?
All’inizio è stata dura. Questo non era un locale aperto a pranzo; però piano piano ci siamo conquistati la nostra clientela. E’ aperto da mezzogiorno e mezzo e dato che poi non chiudo fino a sera, anche se vieni alle tre la cucina è aperta. Non c’è un menù a prezzo fisso, i primi costano cinque euro, i secondi poco più, le insalatone sei euro. Posso dirti cosa c’era oggi: gnocchi al pomodoro e basilico, cous cous di verdure, scamorza affumicata alla piastra con melanzane grigliate, vitello tonnato e insalata, anelli di calamari fritti e così via.

Che tipo di clientela ha il “Melabevo”?
Lavoro con i giovani dai trent’anni in su, dato oramai che i ragazzi sui venti preferiscono la birra o un cocktail al vino. Eppure capitano anche loro. Sono abbastanza eterogenei i miei avventori: vanno dagli abitanti del quartiere fino ai clienti che vengono apposta perché sono diventati habitué, da quelli occasionali agli ospiti delle serate di degustazione che organizzo più o meno ogni mese. Le tengo dalle 18:30 in poi, in genere il mercoledì o il giovedì, invitando i rappresentanti delle aziende vinicole e scontando le bottiglie per l’occasione.

Non è esclusivamente un locale per chi vuole bere…
No, mi piace lasciare per le sale qualche rivista, qualche libro che i clienti possono leggere o sfogliare mentre sono qui. Tuttavia non c’è un preciso piano “culturale”. In questo momento sto ospitando un’artista emergente, puoi vedere alle pareti dei quadri suoi – l’avevo già fatto in passato – e ho collaborato con l’associazione “Vivere con lentezza” per delle serate di lettura. Grazie alla fumetteria Alastor qui di fronte vengono poi anche degli illustratori importanti ogni tanto, pensa che Pasquale Frisenda mi ha fatto un disegno per il locale e non solo lui!

Un bel ricordo legato a questi quasi tre anni di gestione?
Quando c’è la serata giusta può capitare di tutto. Un po’ di tempo fa verso il tardi erano rimasti dei clienti che sono oramai amici: a un certo punto è saltata fuori una rosa e mentre andava “Roxanne” dei Police, nella versione tango presente nella colonna sonora di “Moulin Rouge”, due di loro hanno iniziato a ballare, lui con il fiore in bocca. In tutto questo entrano dei ragazzi mai visti per un bicchiere di vino che rimangono a osservare. Sono tornati dopo un paio di settimane e una delle ragazze del gruppetto mi ha chiesto: “Ma questa sera non c’è il signore che balla il tango?”. “No, non c’è” – ho risposto –. “Quando capita, capita”.

Fermatevi al “Melabevo” prima di lanciarvi nella movida degli altri locali di via Volta oppure, appena più in là, di corso Garibaldi e di Brera. Va bene, non troverete l’Happy Hour, quel che incontrerete sarà invece un modo di vivere la serata rilassato e tranquillo, mangiando non assurdità ma cibo più vicino a quel che davvero serve al nostro benessere rispetto a noccioline e patatine, abbinato a vini DOC di aziende sorprendenti scovate apposta per voi dalla Lilli.

Saletta

Melabevo
Saletta
Ingresso
Ingresso dalla vetrina
Saletta dalla vetrina

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