Movida di Milano: il Comune pronto ad azzerare i divieti

L'ordinanza scade il 10 novembre e probabilmente non sarà rinnovata. In attesa che le nuove regole vengano definitivamente approvate.

Considerando la stretta che da anni ha preso di mira la movida di Milano, stupisce il fatto che il Comune stia pensando all'azzeramento dei divieti messi in piedi per la stagione primaverile ed estiva. Eppure sembra che le cose andranno proprio così: l'ordinanza scade infatti il 10 novembre e la posizione maggioritaria nella giunta è quella di non rinnovare i divieti che regolamentano la vita notturna all'Arco della Pace, Ticinese, Navigli, ecc.

Niente più limitazioni su aperture e diffusione di musica, come anche per la somministrazione di bevande. Resterà però in vigore, con tutta probabilità, il divieto di vendere bevande in contenitori di vetro o lattine dopo le 21. La novità da una parte rende felici gli esercenti - che hanno sempre contestato le regole diverse a seconda della zona -, ma dall'altra rischiano di far infuriare i vari comitati dei cittadini, che reclamano misure sempre più severe e in vigore 365 giorni all'anno.

In ballo ci sono ovviamente anche le nuove regole sulla movida di Milano, che - quelle sì - saranno definitive e sono in attesa di approvazione da parte del consiglio comunale. La città sarà divisa in tre colori: bianco per le zone che non hanno problemi a causa di orde selvagge di giovani che escono quando cala il buio; giallo per quelle che hanno “un basso livello di tutela” e rosso per quelle aree di Milano che sono ormai preda della temibile gioventù meneghina.

In tutto questo, si torna a parlare della necessità di spostare la movida, in zone dove non possa creare fastidio agli abitanti. La pensa così, tra i tanti, anche l'ex vicesindaco sceriffo De Corato: "L'unica possibilità sarebbe spostare la movida dove non crea problemi, per esempio in zona Duomo". Qualche tempo fa, invece, si era parlato di spostare il tutto a Lambrate, o ancora nei Magazzini Raccordati. Tante ipotesi, che significano che tutto resterà ancora a lungo com'è.

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