Duplice esecuzione a Quarto Oggiaro, ucciso il fratello del boss Tatone

Storia della famiglia criminale che per 40 anni ha spadroneggiato tra via Pascarella e via Graf.

Una dinastia di criminali, quella della famiglia Tatone, che fin dagli anni '70 imperversava per le vie di Quarto Oggiaro. Gli ultimi esponenti erano Nicola Tatone, il vero boss, e suo fratello Emanuele, 54 anni e una lunga dipendenza dalle droghe, assassinato ieri verso le 13 assieme a Paolo Simone, tossicodipendente di 56 anni.

Un duplice omicidio, un'esecuzione, che ha stupito molti dei conoscitori dei fatti del quartiere, come racconta il consigliere di zona Fabio Galesi, residente a Quarto Oggiaro, a Repubblica Milano: "Come tutta la sua famiglia era ben noto nel quartiere, ma ormai era caduto in disgrazia, era praticamente innocuo. Questa notizia mi ha quasi stupito".

L'omicidio è avvenuto dietro gli orti di via Vialba e via Lessona, dove sono stati ritrovati i due corpi dopo le segnalazioni di alcuni passanti, che hanno sentito colpi di arma da fuoco verso ora di pranzo. Si conclude così la vita di uno degli esponenti della famiglia che da oltre 40 anni comanda tra le strade di via Lopez, via Pascarella, via Concilio Vaticano II, via Graf e via Simoni.

La storia della famiglia comincia nel 1972, quando da Casaluce (Caserta) si trasferisce a Milano Mamma Rosa con i suoi cinque figli: Mario, Pasquale, Adelina, Nicola e Emanuele. Si inizia a parlare di loro nel 1975, quando Mario viene beccato a rubare in una Standa, mentre gli altri fratelli iniziano a fare dentro e fuori dai carceri per furti di auto.

Nel 1987 Pasquale e Nicola sparano a un meccanico che aveva osato spostare la loro auto dall'ingresso della sua officina, si prendono una condanna di 12 anni. Anche le due donne della famiglia, Mamma Rosa e Adelina si mettono a spacciare coca e eroina e nel 1992 finiscono in carcere. Nel 2002 si torna a parlare di Emanuele, che spara nella pancia a un uomo che aveva fatto delle avance alla sua ragazza.

La fine del dominio su Quarto Oggiaro comincia nel 2009, quando le forze dell'ordine mettono in carcere la maggior parte degli esponenti della famiglia con accuse di "associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga". In galera finisce soprattutto il vero boss, Nicola, mentre per Emanuele comincia l'inizio della fine: diventa tossicodipendente, viene sfrattato dall'appartamento che occupava abusivamente e ieri un colpo di pistola chiude un altro capitolo della saga Tatone.

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