Afterhours e "Il Paese è Reale" in Piazza Duca D'Aosta: reportage e foto del concerto del 19 giugno '09


Un concerto rock in quel "non luogo" che è la piazza davanti alla Stazione Centrale non è un avvenimento da tutti i giorni, e 02blog, dopo avervelo annunciato, non poteva esimersi dal documentarlo per voi. La giornata è stata organizzata e promossa dagli Afterhours, ormai il gruppo milanese più famoso in Italia, da Fnac e da tutti i gruppi che girano attorno al progetto "Il Paese è Reale".

Nato come modo per far ricadere anche su tutta la scena alternativa italiana quel pizzico di posto al sole che il gruppo di Manuel Agnelli si è ricavato con la partecipazione a Sanremo, "Il Paese è Reale" è diventato un disco e ieri anche un concerto gratuito patrocinato dal Comune di Milano, che ha coinvolto 10 gruppi a partire dalle 17.

Arrivato verso le 18.15, ho fatto giusto in tempo a vedere l'ultima canzone dei vivaci Calibro 35, che mi hanno fatto davvero un'ottima impressione per atmosfera e doti improvvisative. A seguire Amerigo Verardi e Marco Ancona, che hanno fatto il possibile per trascinare le poche centinaia di persone presenti con il loro rock sui generis a due voci.

Afterhours dal vivo in piazza davanti alla Stazione Centrale: tutte le foto
Afterhours dal vivo in piazza davanti alla Stazione Centrale: tutte le fotoAfterhours dal vivo in piazza davanti alla Stazione Centrale: tutte le fotoAfterhours dal vivo in piazza davanti alla Stazione Centrale: tutte le fotoAfterhours dal vivo in piazza davanti alla Stazione Centrale: tutte le fotoAfterhours dal vivo in piazza davanti alla Stazione Centrale: tutte le fotoAfterhours dal vivo in piazza davanti alla Stazione Centrale: tutte le fotoAfterhours dal vivo in piazza davanti alla Stazione Centrale: tutte le fotoAfterhours dal vivo in piazza davanti alla Stazione Centrale: tutte le foto

L'atmosfera era comunque molto bella: la collocazione particolare della piazza permetteva infatti una mescolanza tra i pochi spettatori giunti apposta fin dal pomeriggio, turisti e passanti incuriositi e la solita fauna più o meno marginale che popola normalmente Piazza Duca d'Aosta. Un luogo che fin da ora si candida quindi per ospitare con successo altri avvenimenti di questo tipo.

La scena è stata poi scossa dall'arrivo dei pesantissimi Zu, che - complice anche un raddoppio del volume nel corso della loro esibizione - sono stati in grado di creare con le sole chitarra, batteria e sassofono, un casino che è arrivato fino a metà di Via Vitruvio.

E dopo i demenziali ma coinvolgenti Mariposa e un Marco Parente molto più rock di quanto mi aspettassi, sono saliti sul palco i padroni della serata: gli Afterhours in formazione inedita, senza il polistrumentista Enrico Gabrielli (che li ha lasciati poco tempo fa per continuare proprio con Mariposa e Calibro 35) e senza il bassista Roberto D'Ellera, ricoverato per una polmonite e sostituito da un turnista.

Devo dire che i rimaneggiamenti dell'organico sembrano aver giovato alla band, che ha fornito un'esibizione molto più compatta e "rock" rispetto a quelle a cui ci aveva abituato per il tour promozionale dell'ultimo disco: i tempi delle canzoni sono stati spesso accelerati, in una scaletta in cui ha trovato spazio anche una chicca come "L'Estate" (da "Non è per sempre").

Il pubblico è andato in delirio però per classici anni '90 come "Lasciami leccare l'adrenalina" e - per l'appunto - "Non è per sempre". C'è da dire che il concerto non è stato proprio affollatissimo: paradossalmente, molti meno di quelli che si sarebbero radunati per una data a pagamento al Palasharp.

Serata positiva dunque? Certamente sì, anche se va segnalato un potente fattore di disturbo: i venditori abusivi di birre napoletani, che non hanno smesso un secondo di fendere la folla con i loro carrellini, gridando e "gassando" gli spettatori con i loro generatori di elettricità a benzina. Sono questi a quanto pare i "contro" dei concerti gratuiti...

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