Recensioni: il "Todo modo" ovvero la crêpe del Politecnico


Mangiare e bere spendendo meno di venti euro a Milano? Si può, anche nella nostra città. Soprattutto i ristoratori presenti nei quartieri dove le università hanno le loro sedi possono sorprendere il cliente occasionale con offerte di qualità anche a meno di dieci euro. Alcuni riescono a fare ancora di più, coniugando l’attenzione al prezzo con ambienti colorati e originali, conferendo allegria e vivacità giovanile al capoluogo meneghino; oggi entriamo insieme a studenti e professori – che da anni lo conoscono bene – al “Todo modo”, via don Giuseppe Andreoli 27, 20158 Milano, 02 39480545 / 340 5706913.

Inaugurato nel 2000 il “Todo modo” festeggerà a luglio i due anni dietro alle tre nuove vetrine di via Andreoli. Meno sacrificato del locale originario, ora proprio a metà tra le Facoltà di Architettura Civile e Design Industriale e la stazione delle Ferrovie Nord di Bovisa, nonostante i suoi coperti siano cresciuti fino a settanta unità, in settimana è difficile sedersi a pranzo, tanti sono i giovani che affollano le sue tre salette. Colorato dalle pareti agli arredi, tavoli di legno e sedie decorate con disegni di frutti e ortaggi, una bacheca continua alle pareti dove gli avventori possono lasciare i messaggi che vogliono – e alcuni sono appesi da mesi! – unite tutto questo a crêpe e frullati favolosi, non vi va di fare un salto per assaggiarli? L’intervista inizia dopo il salto.

Il nome “Todo modo” come è stato scelto?
E’ il titolo di un romanzo di Sciascia da cui Elio Petri ricavò un film molto bello nel 1976 con Gianmaria Volontè e Marcello Mastroianni. Quando abbiamo pensato a come chiamare il nostro locale pensavamo alla nostra storia, alla nostra giovinezza e ricordando anche i film che vedevamo negli anni Settanta c’è venuto in mente “Todo modo”. In più in spagnolo significa “con ogni mezzo” e così quest’espressione rispecchiava la nostra volontà di mettere in piedi un’attività a tutti i costi, con qualsiasi sforzo. Il nome racchiude quindi la nostra cultura e anche il nostro modo di vedere la vita. Era ed è importante per noi.

A pranzo avete prevalentemente studenti?
Sì, ma vengono anche professori e impiegati. Facciamo almeno due turni a mezzogiorno perché nonostante i settanta coperti, i posti non bastano mai. I tavolini sono per gruppetti da cinque, i ragazzi sai si muovono in gruppo. Quando si accomodano si prendono questo foglietto dove annotano quali crêpe, bruschetta o insalatona vogliono oppure direttamente uno dei menù; è un sistema che abbiamo adottato per razionalizzare il servizio ai tavoli e abbiamo sperimentato che funziona! C’è anche una tessera “fedeltà” del locale, un timbro ogni 4,40€ e ogni 15 facciamo 4,40€ di sconto su una consumazione.

Come vi trovate in Bovisa? Siete stati tra i primi ad aprire…
Sì, quando abbiamo aperto noi, per due anni abbiamo avuto code di venti/trenta persone fuori dal locale. Adesso c’è molta più offerta nel quartiere e dobbiamo anche fare i conti con la pigrizia degli studenti che quasi devi trascinarli dentro o convincerli a muoversi se appena piove… Siamo molto legati ai ritmi dell’università inutile negarlo ma è bello avere questi giovani come clienti – ci piacciono davvero – e vederli arrivare, crescere, maturare… Sì, possiamo dirci contenti. Siamo quello che volevamo essere, che siamo stati e che continuiamo a essere.

Qual è la vostra specialità?
La crêpe, senza dubbio. Poi per carità se arrivi e vuoi un panino te lo facciamo. Però, nonostante abbiamo aperto altre creperie in Bovisa, le nostre crêpe sono le nostre crêpe. Noi lo sappiamo come sono e sono le migliori. Latte, uova e farina. Latte intero, uova fresche e farina. Me l’hanno detto anche dei francesi che sono passati per il “Todo modo” che sono migliori delle loro! In serbo per il futuro abbiamo comunque tante altre idee che dobbiamo avere solo il tempo di mettere in atto.

Quasi dieci anni di attività ma non avete perso smalto…
Stiamo attenti alla qualità e al prezzo; abbiamo sempre voluto calmierare i nostri prezzi perché ci sembrava giusto così – non cerchiamo una clientela elitaria – e poi in questo modo veniamo incontro agli studenti. Magari scontentiamo qualcuno perché non è il solito locale per la pausa pranzo, c’è tanto dinamismo e “casino” nei nostri mezzogiorno. Ti dirò: noi riempiamo il locale ugualmente. E non aver abbassato la qualità ha pagato. E’ facilissimo lasciarsi andare e rinunciare agli ingredienti freschi, a non preparare i piatti al momento… noi non l’abbiamo fatto.

Ricapitolando. Il “Todo modo” è chiuso solo la domenica. Tutti gli altri giorni è aperto dalle 7:30 alle 19:30, venerdì e sabato tiene su la saracinesca fino a mezzanotte. A pranzo hanno sei menù – prezzi tra i 6,50€ e i 9,50€ – che comprendono sempre acqua, caffè, un primo e un dolce a scelta. Il locale è un appuntamento da non mancare per i frequentatori della Bovisa; in quasi dieci anni ci sono passate oramai generazioni di studenti del Politecnico e in via Andreoli il locale ha finalmente trovato quelle due sale colorate in più per accogliere ancora meglio la sua clientela. Da scoprire.

Todo modo

Todo modo
Todo modo
Sala grande
Vetrinetta
Saletta

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