Il giardino sonoro nel Parco Sempione



Ieri siamo stati all'inaugurazione del "giardino sonoro urbano", posto all'interno del Parco Sempione fino al 29 giugno. Un percorso multisensoriale realizzato presso il laghetto, a ridosso della Triennale. Un'istallazione sonora costituita da una serie di inusuali altoparlanti (che sembrano vasi di terracotta) che diffondono musica nu age e suoni della natura, "musiche in grado di amplificare la percezione dell'ambiente circostante, che nelle città è spesso soffocata dal rumore" come ha spiegato il sound designer Lorenzo Brusci.

L'oasi che promette viaggi multisensoriali è un progetto elaborato in collaborazione con la Triennale, la Nuova Accademia delle Belle Arti e il Politecnico di Milano. Sono sinceramente un po' perplesso sull'utilità di questa installazione. Mi sembra invece utile porre l'accento sull'inquinamento sonoro che opere come queste vogliono contrastare.

A proposito di inquinamento acustico propongo un piccolo parallelismo del tutto casuale. Un articolo oggi su Repubblica parla della saturazione da musica nei luoghi pubblici. L'allarme l'ha lanciato Umberto Eco in un articolo sull'Espresso in edicola, "un bagno amniotico che svilisce la musica e ci perseguita negli aeroporti, nei bar e nei ristoranti, negli ascensori, in un orribile stile New Age nello studio del fisioterapista". Io personalmente trovo fuori luogo la musica house che il mio dentista pompa a palla nel suo studio. Mi indispone. E a voi?

giardino sonoro urbano Parco Sempione
giardino sonoro urbano Parco Sempione
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