Città metropolitana di Milano: che cosa cambia

I consigli di zona si trasformeranno in municipi. Con maggiori competenze e un bilancio da gestire.

Dal gennaio 2014 inizierà la stesura dello statuto che renderà Milano una città metropolitana, i cui confini combaciano con quelli dell'attuale provincia. Il che non significa che tutto resterà come prima, anche perché l'abolizione della provincia farà sì che sarà un sindaco (e molto probabilmente quello di Milano) scelto tra quelli dei comuni che ne fanno parte a essere il presidente-sindaco della città metropolitana.

Ma altri cambiamenti si faranno sentire anche nella città vera e propria. Uno dei più importanti riguarda i consigli di zona; istituzioni a diretto contatto con il territorio ma con scarso potere di incidere effettivamente che dovrebbero trasformarsi in "municipi" sulla scorta di quanto accade a Roma da 13 anni. In questo modo ci sarebbe un decentramento delle competenze per quanto riguarda l'ambiente, l'arredo urbano, la manutenzione delle scuole. Un documento stilato dai nove presidente di zona chiede che questo cambiamento avvenga al più presto, entro il 2014.

I vantaggi sono presto detti, visto che i consiglieri di zona sono effettivamente a contatto quotidiano con la loro zona e possono prestare attenzione anche ad argomenti che di solito non fanno drizzare le antenne ai consiglieri comunali (le panchine da sistemare, i lampioni da aggiustare, ecc.). Argomenti secondari, forse, ma che contribuiscono in larga parte a rendere una città vivibile. Il tutto senza aumentare i costi, dal momento il bilancio sarà ripartito per 9.

Contemporaneamente ci sarà una riduzione dei consiglieri, che al momento sono 41 per tutte le zone ad eccezione del centro storico (che avendo meno di centomila abitanti ne ha solo 31). Con il passaggio ai Municipi questi si ridurranno a 25. L'obiettivo è che tutti questi passaggi possano avvenire in parallelo alla stesura dello Statuto: "È essenziale che il nuovo ente (la città metropolitana, ndr) dimostri di mantenere in sé unicamente le funzioni strategiche di coordinamento".

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