Assurdità in Bicocca parte 3: il parchetto zona-tampone di viale Sarca


Ricordate i reportage di 02blog sulle assurdità in Bicocca? Quelli sull'edificio moderno costruito addosso a una villa settecentesca e sulla piazzetta ribassata più inutile del mondo? Bene, ecco a voi un nuovo episodio nella saga delle bizzarrie del quartiere disegnato da Vittorio Gregotti, ognuna delle quali è un piccolo segno rivelatore di come viene disegnata la Milano di oggi (e di domani).

Il pendio verde che costeggia viale Sarca, tra le vie Emanueli e Padre Gerardo Beccaro, visto dal satellite si presenta con un'affascinante pianta simmetrica, che avrà sicuramente fatto compiacere di sè l'architetto che l'ha disegnata. Peccato che, qua sulla terra, il parchetto presenti più di un aspetto problematico.

Mi riferisco in particolare al curioso quanto deprimente fenomeno dei marciapiedi paralleli. Un'occhiata alla gallery spiega più di mille parole, ma cercherò comunque di tradurre in verbo quest'opera urbanistica paradossale.

Assurdità in Bicocca: il parchetto dei marciapiedi paralleli
Assurdità in Bicocca: il parchetto dei marciapiedi paralleliAssurdità in Bicocca: il parchetto dei marciapiedi paralleliAssurdità in Bicocca: il parchetto dei marciapiedi paralleliAssurdità in Bicocca: il parchetto dei marciapiedi paralleli

Una volta, quando la Bicocca era ancora solo un quartiere industriale, di fianco al marciapiede di viale Sarca correva un impenetrabile muro di mattoni . Ora, invece, c'è una cancellata di ferro, che circonda il perimentro del nuovo parchetto inclinato, per permetterne la chiusura notturna.

Il problema è che, giusto all'interno della recinzione, corre un nuovo marciapiede, parzialmente ribassato. Un marciapiede molto più bello, arredato con alberi e panchine. Quello di viale Sarca invece non è mai stato modificato in alcun modo: identico a com'era negli anni '80.

Non si sarebbe potuto spostare la recinzione un po più indietro, e creare un nuovo, unico marciapiede riqualificato e più largo e gradevole? A quanto pare no, e cercherò di darvi la mia interpretazione del perché: come molti spazi pubblici a Milano (vedi la già citata piazzetta), questo declivio erboso non è stato progettato per essere fruibile dalla gente.

Ben al contrario, questo onere di urbanizzazione è stato realizzato in modo tale da costituire una zona-tampone, una sorta di stato cuscinetto volto a separare i residenti della Nuova Bicocca dalla triste realtà della Vecchia Bicocca e di viale Sarca, noto più che altro per la prostituzione transessuale.

Per questo esistono i due marciapiedi, che sembrano voler rimarcare il passaggio tra due mondi che vivono l'uno a fianco all'altro, ma non si mescolano. Ironia della sorte, il progetto di Gregotti fu scelto all'epoca proprio per la sua capacità di connettere il nuovo quartiere al tessuto urbano pre-esistente.

Il giardino presenta poi alcuni altri difetti: alcuni ingressi sempre chiusi, anche di giorno, ed altri mai terminati. Ma delle parti incomplete della Bicocca parleremo in un altro post, prossimamente.

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