Il testamento biologico a Milano: prime firme sul registro. Che cos'è e come funziona

120 le prenotazioni finora per segnalare dove si sono lasciate le proprie volontà allo sportello di Largo Treves.

Via ufficiale al biotestamento a Milano: il Comune ha iniziato a raccogliere le firme da apporre sul registro. Ma che cos'è il testamento biologico, e come funziona? Il registro istituito dalla Giunta Pisapia non è il depositario vero e proprio del testamento biologico (si è scelta la linea soft per questioni politiche), ma il luogo in cui si autentica il fatto che una persona ha scritto di suo pugno le ultime volontà, indicando anche il luogo in cui queste si trovano e le persone che ne sono depositarie.

Si possono esprimere le proprie volontà su tre punti: trattamenti sanitari in caso di perdita di coscienza permanente o irreversibile; donazione di organi; cremazioni e dispersione delle ceneri. Lunedì ha aperto lo sportello in largo Treves per la raccolta della dichiarazioni: è possibile prenotare l’appuntamento per la consegna della dichiarazione telefonando al numero 02.88.45.33.85 oppure scrivendo a dichiarazionevolonta@comune.milano.it. A questi numeri si fissa solo l’appuntamento, sarà poi direttamente allo sportello che si comunicherà presso chi sono state lasciate le dichiarazioni: notaio, medico, avvocato o associazione. O meglio, è consigliato depositare il testamento presso professionisti o associazioni, ma in verità si possono lasciare anche ad amici e parenti.

“Questo servizio – ha detto Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali e Cultura della Salute – lo hanno fortemente voluto i cittadini. Sono loro che ci hanno chiesto il riconoscimento di un diritto fondamentale rispetto alla libertà di scelta su questioni etiche così rilevanti. Come Amministrazione ci siamo fatti trovare pronti perché condividiamo il principio di lasciare a ciascuno la possibilità di decidere su trattamenti sanitari di fine vita”.

Ieri le prime persone si sono recate all'Assessorato alle Politiche sociali, largo Treves 1, pianoterra. 120 finora le prenotazioni, principalmente per chiedere sul modulo della "dichiarazione sostitutiva" di non praticare accanimento terapeutico. Marco Cappato dei Radicali spiega perché questo è un passo importante nonostante il "compromesso": "Grazie a questo servizio, anche in assenza di una legge nazionale, le volontà delle persone hanno maggiori chance di essere rispettate".

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