Il bike sharing è entrato nel dna dei milanesi e questa notizia è già un successo. Le iniziali polemiche sui costi e sui ritardi sono ormai dimenticati e non è più raro vedere le biciclette gialle per le strade del centro. Siamo arrivati a quota 10000 abbonamenti e il risultato decisamente incoraggiante anche nei confronti di un sogno in cui il traffico milanese è ridotto sensibilmente per lasciar spazio al silenzioso ed ecologico popolo delle due ruote. Una notizia che è passata piuttosto sotto silenzio e che farà piacere ad alcuni dei nostri lettori (che avevano segnalato il problema) è che il servizio è allargato fino alle 2 di notte per tutto il periodo estivo.
La seconda notizia è che scatta in questi giorni l’ora X, quella del varo definitivo di altre 250 stazioni, alcune delle quali anche in zone periferiche lontane dal centro, che porteranno le biciclette disponibili da poco più di mille al quasi cinquemila.
A breve sarà possibile raggiungere il centro prendendo una bicicletta dai quartieri (a nord) Bicocca, Certosa, Quarto Oggiaro, (a est) Lambrate e (a sud) San Cristoforo e Romolo. Purtroppo la cartina delle stazioni sul sito ufficiale non è ancora stata aggiornata, ma non speriamo in troppe buone notizie tutte in una sola volta!
Foto | Flickr
mm
13 lug 2009 - 13:44 - #1lambrate si, e loreto lima no?
romak
13 lug 2009 - 13:47 - #2bene :)
filippo12
13 lug 2009 - 14:03 - #3ottimo! io vado in palestra a romolo…così posso fare l’abbonamento!
Nicola Ottomano
13 lug 2009 - 14:25 - #4Io ho fatto un calcolo: tra costi di utilizzo e di abbonamento (presumendo l’acquisto di un abbonamento annuale, il più economico tra le opzioni offerte) il costo dell’utilizzo del bike sharing non è poi così conveniente.
Con 110 Euro ho preso una bici modello “olanda” con cestino e kit luci dal Decathlon.
Proprio ieri ho visto un’offerta ipercoop: bici classica unisex a 89 Euro (79 se fai almeno 30 euro di spesa).
Il vantaggio maggiore sarebbe quello di avere una bici già a partire da casa tua, fino a destinazione e senza limiti di tempo o percorsi.
Tralaltro, positivi i 10.000 abbinamenti, ma come vengono calcolati? 1 abbonamento giornaliero è conteggiato come 1 abbonamento annuale?
Perchè in tal caso molti abbonamenti sono in realtà una sorta di “biglietto” d’utilizzo giornaliero preso da chi vuole provare il servizio o dal turista di passaggio.
Nicola
DKK
13 lug 2009 - 15:15 - #5@nicola
il tuo ragionamento avrebbe senso aggiungendo i costi di manutenzione annuali della bici. senza contare che la comodità del bike sharing è proprio non avere la bici quindi non dover occupare balconi, ingressi o altri spazi (ammesso di averli, non tutti i condomini hanno spazio per le bici).
pornoattore
13 lug 2009 - 16:09 - #6Ma tanto abbiamo capito che l’uso della bici privata è malvisto dall’amministrazione comunale e dal governo. Da un ciclista privato non ci guadagna nessuno, toglie un biglietto timbrato all’atm, non paga tasse nè sull’auto, nè attraverso il carburante, gli si devono progettare e costruire percorsi sicuri dedicati. Insomma è un peso e un intralcio. L’ultimo assurdo provvedimento con i punti scalati dalla patente auto per le infrazioni commesse in bici (come se attraversare sulle strisce in mountain bike o col tir fossero la stessa cosa) è un sintomo evidente di quanto dico. Ma era già chiaro guardando che in 30 anni di richieste non è stato fatto nulla per i percorsi ciclabili a Milano, in mezzo alla PIANURA Padana. Il bikesharing è un tantino più avvantaggiato perchè c’è un business, un’azienda pubblicitaria, che ha intenzione di lucrarci (ben venga, per carità). Che tristezza in lacrime.
frizzone
13 lug 2009 - 18:15 - #7scrivere stampatello vuol dire urlare ma voglio dire:
E ORA LE CICLABILI
E ORA LE CICLABILI
E ORA LE CICLABILI
E ORA LE CICLABILI
E ORA LE CICLABILI
E ORA LE CICLABILI
mrwatson52
13 lug 2009 - 21:54 - #8Pienamente d’accordo con pornoattore. Per fortuna c’è ancora qualcuno che usa la testa non solo per dividere le orecchie!
Milanese_doc
13 lug 2009 - 22:20 - #9Quoto pornoattore. Per la bici privata non si fanno piste e paletti idonei per legare le bici. Dovunque vai la devi incatenare al lampione. Con tutti i soldi che incassano dalle multe, Milano si poteva permettere un servizio gratis. Ma al cittadino si chiede sempre “un fiorino”. D’altronde tra consulenze d’oro e Ze il caso Zincar…c’e’ da ridere
http://tafanus.blog.espresso.repubblica.it/tafanus/2009/06/crack-in-comune-milano-cantieri-affari.html
Puck74
14 lug 2009 - 10:20 - #10Chi dice che il bike sharing non è conveniente non fa i conti col fatto che la bici la trovi in centro e soprattutto per i pendolari, o comunque chi arriva dalla periferia coi mezzi, è una gran comodità.
Appunto chi utilizza già i mezzi credo sia il destinatario principale del bike sharing e, purtroppo, questo implica che secondo me non ridurrà il traffico ma almeno l’affollamento dei mezzi pubblici.
FrankDj
15 lug 2009 - 10:14 - #11Negli anni ‘80 (o primi ‘90) ci fu il primo esperimento simile con le bici a Milano.
Da quel che ricordo fu un disastro: un sacco di biciclette rubate, e l’iniziativa venne revocata.
Oggi, a sentire e a leggere in giro, la cosa (finalmente!) funziona: io non la ho ancora provata, ma è allettante.
Si spera ora in una maggiore disciplina nell’andare in bicicletta in città, quantomeno dalla grande percentuale degli utenti: io che sono automobilista a volte vedo di quelle cose che mi chiedo “Ma non si ammazzano, così?”.
cowish
15 lug 2009 - 22:20 - #12sono stato a milano un giorno e mezzo ultimamente e ho visto tantissime persone girare con queste biciclette!!