La qualità della vita a Milano: migliora l'aria, peggiora il resto

Più residenti, ma più poveri. I risultati del report di MeglioMilano.

Come si vive a Milano? Meglio, tutto sommato. Al netto di crisi, disoccupazione e pochi soldi per le famiglie, secondo l'indagine sulla qualità della vita nel capoluogo lombardo, si sta meglio di prima. Soprattutto per quanto riguarda salute degli abitanti e inquinamento. Meno bene vanno le cose sul fronte della cultura (ma anche questo è legato probabilmente alla crisi): si va meno al cinema, si leggono meno i libri, si va meno alle mostre. I dati arrivano dal report annuale di MeglioMilano.

Tra i valori che crescono c'è innanzitutto quello dei residenti, che torna a crescere invertendo il trend: i milanesi nel 2012 sono 1.366.409, l'1,8% in più rispetto al 2011. Gli abitanti dell'area metropolitana sono invece 3.075.083. Aumentano i giovani e gli anziani (+2,4% entrambi), gli stranieri residenti sono 261.412. Circa il 20%.

Tutti abitanti che finalmente possono tirare un sospiro di sollievo per quanto riguarda l'inquinamento. Qualche indicazione positiva era già arrivata dai progressi nella congestione del traffico del Tom Tom Index, questa è quindi una conferma: dimezzati i giorni di superamento dei livelli di biossido di azoto (39 contro gli 81 del 2011), in netto calo (-25%) anche quelli di allarme per il Pm10 e livelli minimi anche per il benzene (1,80 microgrammi per metro cubo, in passato aveva quasi raggiunto quota 8).

Il tutto è merito soprattutto dei 3,6 milioni di ingressi di auto in meno. Colpa della crisi o successo della nuova mobilità firmata Pisapia? Probabilmente la verità sta in una combinazione di entrambe le cose. Inoltre il trasporto pubblico ha fatto segnare 1,7 milioni di passeggeri giornalieri (+7,5%). Migliora anche la salute: i ricoveri ospedalieri sono stati quasi 10.000 in meno (333.574 contro 342.225 nel 2011).

A essere negativi sono però indici altrettanto importanti, quella relativi all'economia e alla cultura. La disoccupazione aumenta del 2%. Diminuisce il reddito familiare, che crolla ad una media di 23.112 euro. Cultura e istruzione fanno segnare un -2,3%

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